Il tessuto endometriale, anche rimosso nel modo più meticoloso possibile, può riformarsi tramite cellule di derivazione midollare che migrano nella cavità uterina determinando di nuovo la comparsa di perdite.
Una domanda di: Graziella Il giorno 11 gennaio sono stata sottoposta a isteroscopia operativa per ablazione endometriale per endometrio inspessito e per togliere un polipo. Tutto bene e istologico negativo. Oggi a circa due mesi e mezzo mi sono nuovamente iniziate perdite. Ma come può essere? Mi avevano assicurato che tutto era risolto. Sono demoralizzata. Grazie.
Augusto Enrico Semprini
Cara Graziella, quando abbiamo avuto a disposizione isteroscopi operativi e abbiamo iniziato con la procedura di ablazione endometriale eravamo convinti che tutte le donne con sanguinamenti abbondanti o iperplasia endometriale potessero risolverebbe il loro problema in modo definitivo. L’esperienza ci ha invece insegnato che 7 donne su 10 si giovano dell’intervento con perdite assenti o scarsissime, 2 hanno un miglioramento e 1 donna non sembra neppure operata. Ad esempio uteri con molta adenomiosi o uteri che per loro motivo hanno un atteggiamento emorragico continuano a sanguinare nonostante sia stato rimosso il tessuto endometriale. Il tessuto endometriale, anche rimosso in maniera non solo meticolosa ma anche zelante, può riformarsi tramite cellule di derivazione midollare che migrano nel luogo loro deputato, la cavità uterina. In passato il medico di fronte a uteri di questo tipo procedeva con isterectomia. Adesso si usa l’ablazione endometriale con risultati soddisfacenti in buona parte dei casi, ma purtroppo una soluzione definitiva senza il sacrifico dell’utero non è ancora a disposizione. Quindi non si demoralizzi , il passo che ha fatto era quello logico e raccomandabile. Vediamo se in futuro diventa necessario un intervento demolitore oppure no. Con cordialità.
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