Aborto spontaneo a sette settimane: perché è successo?
A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia
Pubblicato il 25/11/2024
Aggiornato il 27/02/2026 Dopo un aborto spontaneo è più che giusto voler sapere perché è successo. Purtroppo però elencare tutte le possibili cause richiederebbe la stesura di un intero manuale. Il più delle volte, comunque, succede perché il bimbo è portatore di un'anomalia genetica non compatibile con la sopravvivenza.
Una domanda di: Lyceth
Il mio ultimo ciclo stato il 13/09, prima visita ginecologica 15/10 si vedeva camera di 4 settimane +4 , torno per la seconda visita il 14/11 mi dice che non c’è battito che è fermo alla 7^ settimana + 3 giorni. Secondo la dottoressa doveva avere 8 settimane + 6 giorni, quindi mi dice che si tratta di un aborto interno e che debbo aspettare a eliminare il materiale abortivo. Sono rimasta malissimo perché io non ho avuto nessun sintomo e ancora adesso ho nausea vomito e tensione al seno. Ho fatto le beta che sono a 18970, secondo il suo parere cosa può essere successo? La ringrazio molto.

Elisa Valmori
Salve signora, capisco il suo smarrimento: la prima visita tutto andava a gonfie vele e al controllo successivo la scoperta traumatica dell’aborto interno. Immagino lo spaesamento anche per via delle beta-hCG ancora alte e la presenza dei sintomi tipici della gravidanza, come se il suo corpo non si fosse accorto di nulla. Viene quasi da dubitare della diagnosi della ginecologa, vero? Come se fosse stato solo un brutto sogno… Lei mi fa una domanda semplice e difficile allo stesso tempo: cosa può essere successo? La risposta che mi pare doveroso darle è: non lo sappiamo con certezza, possiamo solo azzardare delle ipotesi. A volte la Natura non lascia proseguire quelle gravidanze in cui i bimbi sono portatori di malattie genetiche così gravi da non essere compatibili con la sopravvivenza. Si parla di selezione naturale e chiaramente può essere implicata l’età materna avanzata. In altri casi ci sono delle malattie materne sottostanti che non erano state finora diagnosticate (disturbi della funzione tiroidea, celiachia, diabete solo per fare degli esempi clamorosi) oppure delle infezioni a carico dell’apparato riproduttivo (endometrite, salpingite, cervicite a seconda che siano coinvolti l’endometrio uterino, le tube o il collo dell’utero) o anche sistemiche (ad esempio un’influenza stagionale o anche intestinale o ancora infezioni quali la mononucleosi, la toxoplasmosi o il citomegalovirus…) Credo che se elencassimo tutte le cause possibili di aborto spontaneo riempiremmo un manuale. Mi permetto di farle una piccola confidenza. Quando le mie pazienti sapevano che mi trovavo anch’io in gravidanza mi invidiavano dicendo: “che bello: lei non deve chiedere consiglio a nessuno, sa già tutto!” In realtà, alla mia prima gravidanza proprio perché avevo idea di tutte le complicanze possibili della gravidanza, mi aspettavo di non vedere il battito dell’embrione e di ritrovarmi con una diagnosi di aborto interno. Come ha detto una volta una delle mie figlie, “per nascere ci vuole un miracolo”. Credo che sia la spiegazione più vera anche se non si trova sui libri di medicina. Non so se sono riuscita a risponderle o almeno a confortarla, sono convinta che questa esperienza dolorosa (un lutto vero e proprio che immagino affronterà sostenuta dal suo compagno) non avrà la parola definitiva nella vostra famiglia e confido di risentirla ancora con buone nuove, cordialmente.
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