Aborto spontaneo: cosa fare subito dopo?

A cura di Augusto Enrico Semprini - Professore specialista in Ginecologia Pubblicato il 22/12/2023 Aggiornato il 06/03/2026

Secondo alcuni specialisti l'opzione migliore per avere informazioni chiare sulla causa dii un aborto spontaneo è sottoporre la donna a raschiamento.

Una domanda di: Cristina
Ho 36 anni, dopo 4 dal mio primo figlio venuto al mondo con cesareo anni ho deciso di avere un bimbo. Prima ecografia tutto ok faccio l’esame di Coombs e mi risulta positivo. Io sono ab positivo il mio ginecologo mi fa fare il test di Coombs per identificare gli anticorpi e mi risulta negativo, quindi mi dice che magari hanno sbagliato…poi una mattina mi sveglio con una emorragia, ero alla 12 ^ settimana + 4 giorni, vado subito in ospedale e mi dicono che non c’è più battito e si è fermato alla 9^ settimana…mi dicono che prenderò una pillola e dopo 48 ore un’altra così è stato e dopo ore di contrazioni ho partorito con dolore … mi dicono di ritornare dopo qualche giorno perché è rimasto un coagulo al collo dell’utero e di continuare a prendere methergin, ma dopo una settimana al controllo in ospedale c’è ancora e me lo tirano con le pinze, non le dico il dolore che dopo una settimana ho ancora. Vorrei chiederle secondo lei perché non mi hanno fatto il raschiamento ma mi hanno dato questa pillola abortiva: è giusto? La ringrazio e in attesa di una sua risposta le mando cordiali saluti.

Augusto Enrico Semprini
Augusto Enrico Semprini

Cara Cristina,
l’aborto del primo trimestre contraddistingue dal 10 al 25 per cento delle gravidanze perché la natura non permette a embrioni sbilanciati cromosomicamente di proseguire la gestazione, in ragione di questo alcuni medici attendono l’espulsione spontanea dell’embrione e del tessuto placentare oppure facilitano questa espulsione con terapia che sollecita le contrazioni dell’utero. Il mio punto di vista è che a tutte le pazienti deve essere offerta la possibilità di un raschiamento e di un esame citogenetico del tessuto abortivo per sapere perché la gravidanza si è interrotta. Questo ha un costo assistenziale che altri colleghi non ritengono bilanciato dal risultato diagnostico, rispetto il loro punto di vista ma io in caso di aborto spontaneo voglio sapere perché è accaduto, voglio poter fare una diagnosi e poter guardare alle gravidanze successive con maggiore cognizione di causa e, quindi, tranquillità. Ho difeso questo punto di vista anche con il “New England Journal of Medicine” ma il mio commento non fu accettato perché nella costosa realtà assistenziale statunitense risolvere il problema con una terapia medica per bocca ha un suo perché: è più accettabile in quanto meno dispendioso. In caso di aborti spontanei credo invece che sia un bene scegliere l’opzione che meglio permette di capire la ragione dell’accaduto e quindi di dare alla paziente una informazione chiara su quanto accaduto. Cordialmente.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Aborto spontaneo: si devono prendere subito i farmaci che “liberano” l’utero?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Non c'è alcuna fretta di assumere i farmaci che consentono di espellere il materiale abortivo: aspettare che accada spontaneamente non espone a rischi.   »

Aborto spontaneo: è davvero successo?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Se viene fatta diagnosi di aborto spontaneo, significa che ci sono i presupposti per formularla, quindi anche se è davvero difficile farci i conti non resta che accettarla.   »

AMH ridotto: è stata questa la causa dell’aborto?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Se la gravidanza si avvia, la responsabilità di un eventuale successivo aborto non è attribuibile alla presenza di pochi follicoli.   »

Due aborti spontanei nel primo trimestre

Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

È probabile che dopo due aborti si riesca a portare a termine una gravidanza, tuttavia è opportuno effettuare alcune indagini prima di cercare un nuovo concepimento.   »

Aborto spontaneo a 8 settimane: è opportuno fare accertamenti?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Anche se è noto che nella maggior parte dei casi un aborto spontaneo nelle prime settimane di gravidanza è dovuto ad anomalie cromosomiche dell'embrione, è senz'altro opportuno indagare sulle cause.   »

Le domande della settimana

Gemelli: “colpa” della mamma o del papà?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La possibilità di avere due gemelli dizigoti (non identici) è influenzata dalla mamma (familiarità per gemelli dizigoti e alta statura), mentre i gemelli identici sono frutto di una pura casualità.   »

Due aborti spontanei nel primo trimestre

Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

È probabile che dopo due aborti si riesca a portare a termine una gravidanza, tuttavia è opportuno effettuare alcune indagini prima di cercare un nuovo concepimento.   »

Statine assunte da lui e concepimento: ci sono rischi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le statine assunte dall'aspirante papà non influiscono né sulla sua fertilità né espongono il bambino al rischio di nascere con anomalie.   »

Tonsille di nuovo arrossate dopo una cura con antibiotico: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico.   »

Piccolissima con reflusso che non passa nonostante il farmaco

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti