Aborto spontaneo: dopo quanto cercare una nuova gravidanza?
A cura di Gaetano Perrini - Dottore specialista in Ginecologia
Pubblicato il 28/04/2025
Aggiornato il 16/05/2025 Dopo la mestruazione successiva all'aborto spontaneo di solito è possibile cercare una gravidanza e anche riuscire ad avviarla.
Una domanda di: Claudia
Ho avuto aborto spontaneo a quelle che dovevano essere 9 settimane di gravidanza, ma l’embrione era fermo a 7+3, esattamente due settimane fa, quando sono andata al controllo dalla ginecologa venerdì ha detto che c’era ancora qualche residuo… volevo chiedere… cosa succede qualora riprovassimo ad avere una nuova gravidanza subito? Ci sono dei rischi per quei residui rimasti che possano dar problemi durante la nuova gravidanza? È possibile rimanere incinta nonostante i residui? Mi ha detto che non è necessario fare raschiamento. Grazie per la cortese risposta.

Dottor Gaetano Perrini
Cara signora,
i residui di un aborto di solito tendono a essere espulsi spontaneamente dall’utero e dopo la mestruazione successiva all’evento di solito abbiamo una completa restituzione ad integrum, cioè una situazione di ripristino della normalità tale per cui se lei vuole provare può tranquillamente farlo senza problemi particolari. Tuttavia, è buona norma dopo la mestruazione, fare il controllo clinico presso lo specialista di fiducia per verificare che tutto sia in ordine. Cordialmente.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
02/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori In effetti, è noto che dopo un'interruzione spontanea della gravidanza la fertilità di coppia è superiore a prima. »
02/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Per limitare eventuali perdite di sangue può essere opportuno assumere un farmaco antiemorragico. »
02/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Un uomo di 46 anni può tranquillamente concepire un bambino e la possibilità è favorita se l'aspirante mamma ha meno di 35 anni. »
02/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla Quando si è in presenza di una situazione clinica complessa e di poliabortività, prima di pensare a una nuova gravidanza conviene rivolgersi a un Centro per la procreazione medicalmente assistita. »
29/01/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Augusto Enrico Semprini Gli aborti spontanei possono verificarsi per un'anomalia cromosomica dell'embrione o per altri problemi che si possono individuare attraverso specifiche indagini. »
Le domande della settimana
03/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Augusto Enrico Semprini Le contrazioni uterine in 20^ settimana quando non determinano l'accorciamento del collo dell'utero non attivano il meccanismo che induce il travaglio di parto, quindi sono del tutto innocue. Di conseguenza, non impongono di rinunciare alle normali attività quotidiane (comprese le passeggiate fuori casa).... »
02/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Concepire con una sola tuba aperta è possibile, a meno che anche questa non sia interessata da un'alterazione funzionale (eventualità che non è possibile stabilire). »
02/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla A scopo anticoncezionale è più che sufficiente assumere la pillola, non serve usare anche il profilattico. »
02/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori La mancata assunzione del progesterone prescritto a sostegno della gravidanza può determinare un sanguinamento leggero, destinato a sparire. »
23/02/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Leo Venturelli I latti vegetali, quelli che si trovano negli scaffali del supermercato, a base per esempio di avena o soia o cocco, hanno composizione e calorie non in linea con le raccomandazioni delle società scientifiche, quindi non vanno bene per i bambini piccoli. »
Fai la tua domanda agli specialisti