Aborto spontaneo: si deve per forza fare il raschiamento?

Dottor Claudio Ivan Brambilla A cura di Claudio Ivan Brambilla - Dottore specialista in Ginecologia Pubblicato il 18/06/2024 Aggiornato il 04/03/2026

In linea generale (e quindi salvo diversa indicazione del ginecologo) dopo un aborto spontaneo si può attendere che l'espulsione di quel che resta della gravidanza avvenga in modo spontaneo.

Una domanda di: Martina
Salve ero incinta di 8 settimane, all’ecografia si vede camera vuota e distacco: potrei evitare il raschiamento?

Claudio Ivan Brambilla
Claudio Ivan Brambilla

Cara signora,
premetto che la decisione di effettuare la revisione della cavità uterina (detta anche raschiamento o svuotamento della cavità uterina) deve essere
presa dal ginecologo curante che ben conosce la condizione della propria paziente e, quindi, sceglie con cognizione di causa a differenza di chi parla
“da remoto”. Posto questo, in generale quando l’aborto spontaneo si verifica nelle prime settimane di gravidanza, diciamo entro la nona, è possibile attendere l’espulsione spontanea di quanto è rimasto della gravidanza iniziale. L’attesa può protrarsi fino a tre-quattro settimane, senza che accada nulla di pericoloso: l’arrivo della mestruazione basta in genere a ripulire la cavità uterina. Attendere ha i suoi pro e i suoi contro. I pro sono rappresentati dal fatto che la donna non deve affrontare una procedura
invasiva. Il contro sta nel fatto che, se l’espulsione avviene spontaneamente, il materiale non viene raccolto e analizzato per verificare eventuali anomalie del feto e quindi avere informazioni precise sulla causa dell’aborto spontaneo. In realtà, comunque, nella stragrande maggioranza dei casi l’aborto spontaneo nelle prime settimane avviene perché l’embrione presenta alterazioni incompatibili con la vita. Cordialmente.

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