Aborto spontaneo: si deve per forza fare il raschiamento?
A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia
Pubblicato il 07/02/2024
Aggiornato il 05/03/2026 Dopo un aborto spontaneo, la scelta di attendere che sia la natura a ripulire spontaneamente l'utero oppure di effettuare il raschiamento spetta al ginecologo curante, che decide in base ad alcune variabili tra cui l'epoca in cui la gravidanza si è interrotta.
Una domanda di: Nina
Salve dottoressa,
ho una gravidanza anembrionica…sono arrivata alla 12^ settimana e tra 3 giorni dovrei fare il raschiamento…Ho sperato che tutto partisse in
modo naturale per evitare il raschiamento, ma invece niente, almeno per ora. La mia domanda è se posso aspettare ancora con il raschiamento e sperare
che la natura faccia la sua parte inducendo l’espulsione spontanea o per forza dovrò andare tra tre giorni a fare il raschiamento? Grazie!

Elisa Valmori
Salve signora, mi mancano alcune informazioni per poterle rispondere in modo preciso ma tento comunque. Di solito in presenza di aborto interno (specie se precoce) si può proporre alla donna la condotta di attesa e si può aspettare fino ad un mese di tempo che la Natura faccia il suo corso e l’utero si ripulisca spontaneamente senza bisogno di intervenire chirurgicamente con il raschiamento. Non so da quanto le sia stata fatta diagnosi di aborto interno, ma presumo che il suo raschiamento sia stato fissato circa a un mese di distanza. La cosa particolare, è che lei mi dice di essere arrivata a 12 settimane ma di avere una gravidanza anembrionata. Questo mi fa supporre che la sua gravidanza si sia interrotta molto precocemente (se invece si fosse interrotta a 12 settimane con un feto di sviluppo consensuale, il raschiamento sarebbe stato certamente indispensabile). In casi come il suo, in alternativa al raschiamento, si può optare per induzione farmacologica dell’aborto. Le potranno essere somministrate delle prostaglandine per via vaginale o per bocca (a seconda dei protocolli ospedalieri) che permetteranno al collo dell’utero di dilatarsi e facilitare così la completa pulizia del suo utero. In teoria, dato che la gravidanza si è interrotta molto precocemente, non ci sono rischi di emorragia e lei dovrebbe vedere una mestruazione poco più abbondante del normale. Inoltre, non ci aspettiamo che rimangano residui di placenta attaccati alle pareti dell’utero (cosa che invece spesso accade se tentiamo di indurre l’aborto con farmaci verso la fine del primo trimestre piuttosto che all’inizio). Qualora i colleghi insistano per sottoporla a raschiamento, le posso dire che questa metodica è comunque poco invasiva dal punto di vista chirurgico (è effettuato in regime di day hospital quindi senza ricovero vero e proprio, ha minimi rischi infettivi in quanto viene sempre data la profilassi antibiotica, viene effettuato in sedazione quindi lei non sente alcun dolore e non vede coaguli o la sacca gestazionale a differenza dell’aborto spontaneo). Ultimo “vantaggio”: in caso di raschiamento è possibile inviare inanatomia patologica il materiale per cercare di chiarire quale sia stata la causa di questo aborto spontaneo. Spero di averle dato indicazioni utili per vivere il più serenamente possibile questa vicenda parecchio difficile da accettare…augurandole che il suo compagno possa esserle vicino e sostenerla con pazienza e affetto. La abbraccio a distanza, cordialmente.
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