Aborto spontaneo: si devono prendere subito i farmaci che “liberano” l’utero?

Dottor Claudio Ivan Brambilla A cura di Claudio Ivan Brambilla - Dottore specialista in Ginecologia Pubblicato il 17/06/2026 Aggiornato il 17/06/2026

Non c'è alcuna fretta di assumere i farmaci che consentono di espellere il materiale abortivo: aspettare che accada spontaneamente non espone a rischi.

Una domanda di: Carla
Salve,
ho scoperto di essere incinta il 13 maggio. Dopodiché sono iniziate piccole perdite di sangue e il valore delle beta ha iniziato a diminuire anziché aumentare. In 8^ settimana durante l'ecografia di controllo mi hanno detto che la gravidanza si era interrotta, quindi mi hanno chiesto di recarmi in ospedale dopo due giorni per affrontare il percorso farmacologico che ripulisce l'utero. Ma io non sono convinta anche perché l’ecografo che hanno usato è vecchio. Cosa mi consiglia?

Claudio Ivan Brambilla
Claudio Ivan Brambilla

Gentile signora,
poiché non c'è nessuna fretta di effettuare la procedura farmacologica volta a ripulire l'utero dal materiale abortivo, la cosa migliore da fare in simili casi è attendere alcuni giorni in più anche per avere il tempo di abituarsi all'idea. Giù la settimana prossima potrà effettuare un'altra ecografia volta a stabilire se è individuabile un embrione vitale: se questo controllo confermasse la diagnosi di aborto purtroppo è necessario accettare la situazione. Comunque sia, nel caso in cui l'aborto si fosse verificato si può attendere anche alcune settimane affinché il materiale venga espulso spontaneamente. Può dunque rimandare l'assunzione del farmaco a quando si sentirà più pronta per questo passo. Cari saluti.

Aborto spontaneo: si devono prendere subito i farmaci che “liberano” l’utero?

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