“Aggiunta” per un neonato: è la soluzione per non farlo piangere?

Dottor Leo Venturelli A cura di Leo Venturelli - Dottore specialista in Pediatria Pubblicato il 10/04/2020 Aggiornato il 24/04/2026

L'aggiunta di latte artificiale in un allattato al seno va presa in considerazione solo ed esclusivamente se il bambino non cresce. Diversamente, non è opportuno ipotizzare che pianga perché ha fame.

Una domanda di: Sabrina
Il nostro secondo figlio ha 15 giorni di vita. È nato da parto naturale 10 giorni prima del termine con un peso di 2,90 kg, ora pesa 3,06.
Ho come la sensazione che andando verso sera il mio latte diminuisca e quindi ho iniziato con giunte di 60 grammi di latte artificiale (2 volte a
notte). Il problema è che il bambino richiede sempre l’allattamento continuamente ogni 1/2 ore e piange fino a che non lo si attacca.
Poi nella maggior parte dei casi rigurgita il latte o si addormenta attaccato al seno per poi risvegliarsi quando si stacca.
Ha dei consigli da proporci? Ovviamente è molto irrequieto e io sono molto stressata da questa situazione. Grazie.

Leo Venturelli
Leo Venturelli

Cara mamma,
innanzi tutto mi permetto di dirle che si ricorre all’aggiunta di latte artificiale nel momento in cui si comprende in modo chiaro che il bambino non cresce abbastanza. Solo questa eventualità giustifica infatti la decisone di offrire del latte artificiale a un allattato al seno. Invece a volte succede, come nel suo caso, che a fronte del pianto inconsolabile del bambino, magari dovuto non già a poppate scarse ma alle coliche o addirittura a una digestione che il troppo latte assunto rende un po’ fastidiosa, la mamma si faccia prendere dall’ansia e dallo sconforto e inizi a iperalimentarlo ricorrendo appunto all’aggiunta anche se magari non ve ne sarebbe affatto necessità. Così si può creare un poco felice circolo vizioso: il bimbo piange perché ha una digestione un po’ turbolenta e l’aggiunta di latte che gli viene offerta per tranquillizzarlo peggiora il problema e lo fa piangere ancora di più. Ovviamente la mia è solo un’ipotesi, che le espongo in quanto più volte ho osservato una simile situazione. Il mio consiglio è di provare a distanziare le poppate, almeno di due ore e mezzo-tre ore l’una dall’altra. Ha un marito vicino che potrebbe distrarre il piccolo, per esempio cullandolo nella carrozzina, allo scopo di prolungare l’intervallo tra un pasto e l’altro: non sentendo la mamma vicino il suo piccolo potrebbe accettare di attendere un po’ più a lungo per la sua poppata. Premesso tutto questo, verifichi comunque il peso: se questo piccino cresce 180 grammi medi alla settimana non è necessaria l’aggiunta, che potrebbe anzi infastidirlo. Direi anche, comunque, di confrontarsi (al telefono) con il suo pediatra di famiglia. Tanti cari saluti (mi faccia sapere come va, se lo desidera).

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Perdite di sangue in allattamento a 45 giorni dal parto

09/10/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Quando il bambino succhia, l'utero si contrae favorendo l'espulsione di piccole perdite di sangue eventualmente ancora presenti nell'utero.   »

Lattante di 6 mesi che mangia poco

12/09/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Se dalle indagini effettuate non risulta nulla di preoccupante, per incentivare una lattante di sei mesi con scarso appetito a mangiare di più si può iniziare a sostituire le poppate di latte proposte a cena e a merenda con pappe e yogurt.   »

Seno che a volte è molto pieno e a volte no: che fare?

15/07/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

La presenza di latte nelle mammelle è variabile e non preoccupa se in alcuni momenti della giornata sembra essere scarsa: l'unica cosa che conta è che il bambino aumenti comunque di peso regolarmente.   »

Perle di latte: che fare?

23/10/2023 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini

Le perle di latte, più correttamente "vescicole", sono formazioni che possono comparire sul capezzolo a volte porrvocando dolore. Attaccare il bambino alla mammella correttamente può risolverle.   »

Le domande della settimana

Piccolissima con coliche ravvicinate: che fare?

26/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

Non esiste una cura specifica per le coliche dei piccolissimi, che comunque non sono considerate una vera e propria malattia, infatti non è mai stata dimostra in modo scientificamente convincente l'efficacia dei preparati che di solito vengono utilizzati.   »

In spiaggia libera cosa può mangiare una bimba di 11 mesi?

25/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Chiara Boscaro

I cibi da proporre in spiaggia sono numerosi, quindi sotto questo profilo c'è solo l'imbarazzo della scelta. Una grande attenzione va invece posta all'igiene e alla conservazione degli alimenti.   »

Fratellino di due anni manesco e prepotente con la sorellina di tre anni: che fare?

22/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Quando i litigi tra due fratelli molto piccoli diventano ingestibili, serve intervenire in maniera decisa per porvi fine drasticamente. Guai, invece, a trasformarsi in spettatori impotenti.  »

Piccola area di mancato accollamento: è bene stare a casa dal lavoro?

20/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

In caso di un mancato accollamento riscontrato con l'ecografia e non associato ad altri sintomi non c'è alcun bisogno di assentarsi da un tranquillo lavoro d'ufficio.  »

Reflusso importante in una bimba di 4 mesi: meglio anticipare lo svezzamento?

18/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

In effetti lo svezzamento può aiutare a gestire i sintomi del reflusso, ma non a risolverli né a prevenirli. Di fatto, l'introduzione di cibi solidi può sì ridurre i rigurgiti per gravità, ma non eliminare il problema poiché l'immaturità del meccanismo fisiologico che sta alla base del fenomeno rimane...  »

Fai la tua domanda agli specialisti