I dati di cui si dispone escludono che lo sviluppo embrionale possa essere compromesso dall'assunzione di alfusozina (Xatral) da parte del papà.
Una domanda di: Mariarosa Buongiorno, ho da poco scoperto di essere incinta e ho 40 anni... vorrei sapere: lui ha 55 anni e da 6 mesi è in cura con xatral per ipertrofia prostatica benigna... Cosa può comportare per il feto? Sono seriamente preoccupata.
Antonio Clavenna
Gentile Mariarosa,
i dati disponibili non indicano un'associazione tra l'assunzione paterna di alfusozina (Xatral) e un aumento dei rischi per lo sviluppo embrionale. L'alfusozina non comporta una diminuzione del numero di spermatozoi, né alterazioni della loro funzionalità.
Gli studi condotti negli animali da laboratorio non hanno, inoltre, documentato un aumento del rischio di malformazioni e la quantità di farmaco eventualmente presente nel liquido seminale è, in ogni caso, trascurabile. Cordiali saluti.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Nelle donne che hanno una tendenza all'autoimmunità l'impiego del cortisone serve per evitare che, una volta iniziata la gravidanza, la presenza dell'embrione non venga accettata dal corpo. »
Se il ketoprofene sale di lisina (principio attivo dell'OKI) avesse la proprietà di impedire l'annidamento dell'ovocita fecondato verrebbe usato come contraccezione di emergenza al posto della pillola del giorno dopo. »
Nel caso in cui per risolvere un problema dovuto al piercing sia sufficiente medicare il lobo dell'orecchio e, quindi, ricorrere solo a cure locali, non ci sono problemi per la gravidanza. »
Durante l'allattamento, anche esclusivo, possono sia ritornare le mestruazioni sia verificarsi episodi di spotting (lievi sanguinamenti occasionali). »
Capita se all'improvviso viene esposto al sole per via di un errore di interpretazione del cervello, che giudica l'esposizione a una fonte luminosa abbagliante un elemento di disturbo che spetta al naso allontanare. »
Un mancato accollamento di 3 millimetri in genere è destinato a risolversi senza che vi sia bisogno di rinunciare alle vacanze. A patto che le vacanze siano un periodo di rilassamento psicofisico e non impongano strapazzi e fatiche. »