A fronte della comparsa di alitosi è bene effettuare indagini volte a escludere il reflusso esofageo.
Una domanda di: Stefania La mia bimba di 10 mesi qualche settimana fa, in coincidenza con l’inizio del nido, ha preso una forte laringite con febbre (curata con antibiotici e anche cortisone). Continua ad avere raffreddore e tosse e facciamo sempre i lavaggi nasali. Nonostante ciò ha sempre mangiato regolarmente ma da qualche giorno il suo alito ha un persistente odore di yogurt o latte avariato, da cosa può dipendere?
Pietro Falco
Gentile Signora, all’età di 10 mesi, un bambino che ha un alito cattivo potrebbe avere reflusso gastroesofageo. Andrebbe preso in considerazione un esame ecografico per valutare quanti episodi di reflusso si registrano in un tempo utile al radiologo per fare diagnosi. Poi si rende necessaria consulenza dal gastroenterologo pediatra per eventuale terapia . Quasi sempre trattasi di un fatto transitorio dovuto al latte artificiale che evidentemente causa il fenomeno. Ad ogni modo non credo debba preoccuparsi: il gastroenterologo, attraverso un’attenta analisi dell’alimentazione di sua figlia assieme ad una ecografia , saprà certamente trovare la giusta soluzione. E’ ovvio che tutto l’iter deve essere monitorato dal suo pediatra di fiducia. In bocca al lupo.
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Non è normale che in un bambino si verifichi di frequente il blocco improvviso delle dita, quindi il fenomeno richiede senza dubbio di essere indagato. Utile consultare un neurologo pediatra. »
Quando il pediatra curante appura che sono normali sia i dati prenatali (CMV) sia le tappe dello sviluppo evolutivo, non c'è da preoccuparsi per la misura modesta della circonferenza cranica, anche se è giusto tenere la situazione monitorata nel tempo. »
Non di rado, il vero problema è rappresentato non già da quello che il bambino ancora non sa fare ma dalle troppe aspettative che i genitori nutrono nei confronti delle sue capacità. »
Sotto i 12 mesi di età i farmaci contro gli ossiuri non sono consigliati dalle autorità regolatorie (AIFA). In generale, se il bambino non ha sintomi, basta attuare alcune regole relative all'igiene. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »