Allattamento a rischio per condizione aziendale: si ha diritto al 100% della retribuzione?
A cura di Paola Bernardi Locatelli - Dottoressa
Pubblicato il 20/10/2025
Aggiornato il 25/02/2026 Per l'interdizione post partum per rischi aziendali per legge è dovuta solo l'indennità di maternità INPS (80% della retribuzione media giornaliera) ma l'eventuale integrazione al 100% dal datore di lavoro può essere prevista dal CCNL o dalla contrattazione aziendale.
Una domanda di: Lucia
Sono un’educatrice incinta al sesto mese di gravidanza. Sto lavorando perché gli utenti che seguo a scuola non sono pericolosi, la mia cooperativa post parto mette tutte le dipendenti in allattamento a rischio e di conseguenza sarei a casa per 7 mesi: la retribuzione è al 100%? Se dovessi lavorare fino all’ottavo mese, oltre i 7 mesi di allattamento a rischio, potrei usufruire di altri mesi di maternità retribuiti? E se sì in che percentuale? Grazie.

Paola Bernardi Locatelli
Buongiorno,
per legge solo la maternità obbligatoria (5 mesi) è integrata al 100% dal datore di lavoro. Sia che venga fruita in modalità ordinaria (2 mesi ante partum e 3 mesi post partum), sia in modalità flessibile (1 mese ante e 4 post o 0 ante e 5 post).
Per l'interdizione post partum per rischi aziendali per legge è dovuta solo l'indennità di maternità INPS (80% della retribuzione media giornaliera) ma l'eventuale integrazione al 100% dal datore di lavoro può essere prevista dal CCNL o dalla contrattazione aziendale. Per avere una risposta completa pertanto è necessario consultare il CCNL applicato dall'azienda e verificare l'eventuale presenza di contrattazione integrativa aziendale. Cordiali saluti.
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