L'amniocentesi è il mezzo più attendibile per togliersi ogni dubbio sulla salute del bambino, ma sull'opportunità di effettuarla deve decidere la futura mamma.
Una domanda di: Alessandra Buongiorno,
ho 37 anni e sono in attesa di un maschietto. La morfologica a 19+2 ha evidenziato la presenza di un focus al cuore (ventricolo sinistro) e due cisti coriodei di dimensione non superiore a 5mm.
All’11 settimana ho effettuato già il DNA fetale e il rischio per trisomie e sindrome di George è risultato basso: 1:10000.
La translucenza non ha evidenziato nulla e durante la morfologica il ginecologo ha valutato la situazione in modo approfondito e non ha evidenziato nessun altra anomalia.
In realtà ho paura dell’amniocentesi e vorrei evitarla. Non mi è stata vivamente consigliata ma mi è stato detto che sono libera di scegliere se farla perché i rischi sono molto bassi.
Che grave rischio sto correndo?
Sono terrorizzata…
Anna Maria Marconi
Gentile signora, è difficile rispondere alla sua domanda, sulla base di quanto scrive. Tenga però presente che gli esami che ha effettuato non sono diagnostici ma identificano un rischio, basso nel suo caso, di alcune trisomie e sindromi. Alla settimana gestazionale in cui si trova [passata la 19° settimana] immagino le sia stata proposta l’amniocentesi per il cariotipo molecolare, per il quale il risultato si ottiene in soli 3 giorni. Il rischio dell’amniocentesi è molto basso, specie a quest’epoca, minore dell’1%. Questi sono i numeri ai quali deve fare riferimento. Ne parli col suo compagno, eventualmente di nuovo col suo ginecologo e poi decida anche in base a quale delle due scelte, nulla o l’amniocentesi la fa stare più tranquilla. Con cordialità.
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