Amniocentesi sì o no per escludere con sicurezza patologie cromosomiche?

Dottoressa Elsa Viora A cura di Elsa Viora - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 04/01/2024 Aggiornato il 06/03/2026

La decisione di effettuare un'indagine invasiva spetta esclusivamente alla coppia. Lo specialista può solo illustrare i rischi a cui espone eseguirla o no.

Una domanda di: Maria Luisa
Buongiorno dottoressa, lo scorso anno siamo stati da lei per accertamenti in merito alla mia gravidanza poi terminata con un’interruzione volontaria per
trisomia 21. Oggi sono nuovamente incinta. Tutto bene…tn 1.1. Per scrupolo abbiamo preferito fare villocentesi. Il test rapido qf-pcr è andato
bene…quindi escluse le principali trisonomie… esame cromosomico diretto ok, mentre per quanto riguarda l’esame colturale il materiale prelevato è
stato insufficiente quindi abbiamo un esito ottimo ma a metà. Per questo ci hanno proposto amniocentesi se vogliamo stare tranquilli. Cosa ci
consiglia? Ci possiamo rasserenare con un esito a metà o ci consiglia di fare amnio con i rischi che ne comporta?
Trasmetto in allegato il referto. Anticipatamente ringraziamo e le auguriamo un buon 2024.

Elsa Viora
Elsa Viora

Gentile Maria Luisa,
intanto l’esito non è a metà, ma a due terzi perchè abbiamo due esiti (QF-PCR e metodo diretto) nella norma.
Il dilemma è sempre il solito: scelta fra accettare il rischio residuo di patologia fetale non identificato dai due metodi oppure accettare il rischio legato alla procedura invasiva (amniocentesi) per eliminare tale rischio residuo di patologie cromosomiche.
A questo non vi è una risposta unica, che vada bene per tutti. Ognuno deve ragionare sulle conseguenze della propria decisione.
In pratica, dipende da che cosa vi preoccupa di più: il rischio di aborto post-amniocentesi oppure il rischio residuo di patologia cromosomica.
Un elemento di aiuto può essere “quantificare il rischio”.
Come ben scritto nella consulenza genetica, il rischio residuo di patologie cromosomiche non evidenziate dalla QF-PCR e dal metodo diretto (e cioè anomalie strutturali, anomalie a mosaico, traslocazioni non bilanciate) è di circa 0,1%, mentre il rischio aggiuntivo di aborto legato all’amniocentesi è circa dell’1%, tenendo conto che un eventuale aborto che si verifica dopo l’amniocentesi non sempre è dovuto all’amniocentesi. Gli aborti spontanei esistono e si possono verificare in tutte le gravidanze, quindi talora non è facile capire se davvero l’aborto sia la conseguenza diretta della amniocentesi.
Spero di esserle stata di aiuto.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Trisomia 17 individuata dopo l’aborto

Gli Specialisti Rispondono di Professor Giovanni Porta

L'errore che sta alla base di alcune trisomie e a causa del quale la gravidanza si interrompe spontaneamente è spesso legato al singolo ovocita.   »

DNA fetale in caso di PMA eterologa

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Francesco Maria Fusi

Le probabilità di anomalie in caso di procreazione medicalmente assistita dipendono sostanzialmente dall'età della donatrice e anche del donatore, che però generalmente sono giovani.   »

Feto che cresce poco: può avere anomalie?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Faustina Lalatta

Non è possibile stabilire se il feto abbia malformazioni o sia interessato da un'alterazione cromosomica semplicemente basandosi sul fatto che la sua crescita è al 3° percentile. Oggi si dispone di indagini di screening che possono dare informazioni sulla sua salute, ma se si decide di non effettuarle...  »

Anomalia cromosomica del feto: era così grave da giustificare un’IVG?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Faustina Lalatta

Non è possibile da remoto stabilire la gravità di un'anomalia riscontrata nel feto: per avere informazioni al riguardo è necessario rivolgersi a specialisti che abbiano a disposizione informazioni dettagliate del caso.   »

DNA fallito due volte: colpa del sovrappeso materno?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Faustina Lalatta

L'obesità in gravidanza può in effetti impedire l'esecuzione del test per la ricerca del DNA fetale perchè comporta una sproporzione tra la percentuale di DNA materno circolante rispetto a quello placentare,  »

Le domande della settimana

Si può rimanere incinta a 48 anni?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Francesco Maria Fusi

Avviare una gravidanza a 48 anni non è impossibile, ma altamente improbabile.   »

Si può cantare in un gruppo in gravidanza?

Gli Specialisti Rispondono di Professoressa Anna Maria Marconi

Cantare in gravidanza si può, non espone ad alcun rischio. Essere incinte non vuol dire essere malate.   »

Nausea e vomito spariti: è un brutto segno?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Se è vero che la nausea è un sintomo che esprime il buon andamento della gravidanza, lo è altrettanto che sentirsi meglio non significa automaticamente che si è in presenza di una minaccia di aborto.   »

Piccola perdita in 13^ settimana di gravidanza: cosa può essere?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una leggera perdita "colorata" non deve destare preoccupazione: può verificarsi senza necessariamente rappresentare un segnale d'allarme.   »

Puntura di tafano (con reazione) in gravidanza: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le punture di tafano si infettano facilmente, quindi è prudente fare vedere al medico la zona colpita perché potrebbe essere necessario assumere un antibiotico.   »

Fai la tua domanda agli specialisti