Non rimuovere l'anello contraccettivo dopo i 22 giorni canonici non ha alcuna conseguenza sul flusso sanguigno che compare nei giorni della sospensione.
Una domanda di: Simona Ho tolto l’anello circa 5 giorni più tardi e poi ho reinserito quello nuovo nel giorno corretto. Il ciclo non mi è ancora arrivato: ritardo di tre giorni. È possibile che sia dipeso dal fatto che ho tenuto più tempo del previsto l’anello?
Dottor Gaetano Perrini
Buongiorno signora, aver tenuto l’anello cinque giorni dopo la fine della sua efficacia, sostituendolo il sesto giorno di per sé non giustifica il ritardo mestruale, in quanto è equiparabile a una situazione nella quale lei avrebbe rimosso l’anello dopo 22 giorni, facendo i sei giorni di pausa. Indaghi pertanto con il suo specialista di fiducia su altre possibili cause tra le quali la più frequente è l’uso prolungato di una terapia contraccettiva ormonale che può talvolta determinare la scarsità o l’assenza del flusso sanguigno, che dovrebbe manifestarsi nei giorni di sospensione. Sperando di essere stato utile la saluto con cordialità.
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In caso di comparsa di sintomi importanti non ci si può limitare ad attribuirli all'impiego del contraccettivo ormonale, ma è opportuno farsi visitare di persona. »
L'efficacia contraccettiva dell'"anello" è mantenuta anche se non rimane nella stessa posizione in cui viene inserito. Quello che conta è che non esca dalla vagina e non vi rimanga fuori per più di tre ore. »
È probabile che dopo due aborti si riesca a portare a termine una gravidanza, tuttavia è opportuno effettuare alcune indagini prima di cercare un nuovo concepimento. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »