Ansia alla vigilia del parto

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 19/11/2020 Aggiornato il 09/04/2026

Un'ansia lieve è normale in vista del parto. Solo se presenta le caratteristiche di un disturbo psichiatrico è necessario chiedere aiuto a uno specialista.

Una domanda di: Cristiana
Sono all’inizio del settimo mese di gravidanza, fino ad ora sono stata emotivamente stabile e tranquilla ora a causa della pandemia e dell’avvicinarsi del parto sono molto in ansia. Il mio stato d’animo potrebbe anticipare il parto o recare danni al mio bimbo?

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve signora, mi scusi se l’ho fatta attendere. La sua domanda mi sembra delicata e faccio del mio meglio per risponderle.
Dunque, non direi che uno stato di ansia materna possa causare un parto prematuro e nemmeno dei danni al nascituro, purché si tratti di qualcosa di lieve e non di un disturbo ansioso vero e proprio (per cui è invece molto importante che ci sia una presa in carico da parte dello psichiatra e magari dello psicoterapeuta).
Una psicologa di nome Giuliana Mieli una volta mi ha folgorato dicendo che noi cerchiamo la felicità perché l’abbiamo provata nella pancia della nostra mamma. Fortunatamente, il bambino è al sicuro e in pace anche se la mamma non è serena e rilassata.
Uno dei motivi per cui in gravidanza si piange molto facilmente, è proprio legato all’impossibilità di tenersi dentro le emozioni negative. Col pianto ci sfoghiamo e ci liberiamo da tutto quello che ci affligge in quel momento…immagino le sarà capitato di non riuscire a controllarsi come un tempo! Ecco, questo ha anche un’altra spiegazione: è per via dell’ormone progesterone che siamo così sensibili e suscettibili. Ma c’è un motivo, mi rifaccio sempre alla dott.ssa Mieli, ed è che la Natura ci rende più capaci di cogliere il bisogno dei nostri figli facendoci in qualche modo tornare semplici e istintive come quando eravamo bambine…
Rispetto all’ansia e alla paura del parto, direi che sarebbe strano non averne! Il parto è come una scalata, un esame decisivo, qualcosa che temiamo (magari anche per via di racconti di altre donne non proprio rassicuranti) e allo stesso tempo desideriamo dato che sarà il coronamento della lunga attesa. Ecco, le direi che è inevitabile temere il parto ma c’è un modo di affrontarlo che può essere rivoluzionario. Partorire è come fare l’amore. So che sembra strano, ma ci sono davvero più somiglianze che differenze in questi due gesti.
Per questo è importante essere in compagnia di qualcuno di cui lei abbia completamente fiducia al momento del parto.
Anche l’ostetrica sarà determinante per il buon esito di questa avventura, non abbia paura ad insistere per farsi aiutare e guidare dalla sua competenza.
Approfitti di queste ultime settimane di gravidanza per parlare al suo bimbo/a anche raccontandogli le sue paure, iniziare a cullarlo con delle ninne-nanne, leggendogli qualcosa di bello o facendogli ascoltare della musica…anche durante il parto sarete insieme, anche se ciascuno preso dalle sue fatiche.
E’ vero che questa pandemia ci mette parecchi limiti e paure, ma è anche vero che il legame tra mamma e bambino/a è qualcosa di magico e speciale, che si rinnova ad ogni nascita. Sono certa che anche lei dopo il parto si innamorerà perdutamente della sua creatura, parola di mamma!
Spero di averla aiutata, resto a disposizione se desidera, cordialmente.

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