Ansia e attacchi di panico in gravidanza e lo psichiatra (incomprensibilmente) sospende i farmaci

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Dottoressa Elisa Valmori Pubblicato il 12/08/2022 Aggiornato il 16/08/2022

Non è comprensibile la ragione per la quale una donna che soffre di un disturbo ansioso con attacchi di panico dovrebbe sospendere i farmaci per il solo fatto di essere incinta, tanto più che medicinali che controllano i sintomi e sono compatibili con la gravidanza ci sono.

Una domanda di: Maria
Gentile dott.ssa Valmori , ho bisogno del suo aiuto. Soffro di ansia, attacchi di panico ed insonnia , e sono incinta a 5+1, quindi proprio all’inizio. Mi curavo con 40 mg di elopram e 2 mg di Tavor. Il mio psichiatra vuole tassativamente farmi sospendere tutto, nonostante la mia ansia sia severa,mi ha parlato di gravi rischi per il nascituro, non ho ancora scelto il ginecologo che mi seguirà. Ho ridotto da qualche settimana il tavor a 1 mg ed ho iniziato ad avere maggiore ansia, un principio di attacco di panico e non dormo più nonostante abbia ridotto da un po’. Ho anche scatti muscolari involontari. Sembra che anche l’elopram non faccia grande effetto, non so perché. Insomma mi trovo a stare sempre a letto senza voglia di fare nulla in preda ad ansia costante e pensieri negativi, anche perché provengo da 4 aborti e non riesco a stare serena. Vorrei eliminare del tutto il tavor e cambiare anche l’elopram poiché non trovo più il benessere di prima pur essendo al dosaggio massimo, ma vorrei un farmaco sicuro in gravidanza ed allattamento, che non mi faccia vivere con l’incubo costante degli effetti avversi sul feto, e che possa preferibilmente essere usato in monoterapia . Esiste un farmaco del genere? In che dosaggio si può assumere in gravidanza? Spero nel suo aiuto. Grazie.
Elisa Valmori
Elisa Valmori

Gentile signora, è indispensabile che lei sia seguita costantemente dallo psichiatra di fiducia durante la gravidanza, se possibile in accordo con il ginecologo curante… Qualora non fossero in accordo, le consiglio di metterli in contatto: vedrà che sarà tutto più semplice. Mi sembra strano che il suo curante ritenga di farle sospendere completamente i farmaci in gravidanza: se una donna soffre di un disturbo ansioso con attacchi di panico non si capisce come mai questo debba scomparire per il semplice fatto che un test di gravidanza è diventato positivo…è vero che la gravidanza fa miracoli ma…non si può pretendere tutto subito! In gravidanza in caso di ansia e/o depressione, si può valutare che farmaco alternativo assumere, scegliendo tra la Venlafaxina, oppure un farmaco della famiglia degli SSRI (come Sertralina, Paroxetina o Citalopram/Elopram che hanno anche il pregio di essere compatibili in allattamento). Per il dosaggio dell’Elopram, se è troppo basso temo sia insufficiente per contenere i sintomi ansiosi: anche aumentando il dosaggio a 100 mg/al giorno non ci sono rischi di astinenza per il nascituro e si può assolutamente allattare: è un farmaco con passaggio trascurabile nel latte…via libera senza sensi di colpa! Teniamo presente che, una volta sospeso il trattamento, se dovesse essere nuovamente indicata la terapia, occorreranno da 2 a 3 settimane perché il farmaco sia pienamente efficace…motivo per cui secondo me non è prudente sospenderlo durante la gravidanza ma casomai dopo il parto… In ogni caso, è fondamentale non trascurare il dosaggio di questi farmaci: in gravidanza si consiglia di assumere il “dosaggio minimo efficace”, ma questo non significa che le dosi di farmaco debbano essere ridotte rispetto al dosaggio normale dell’adulto, anzi! Quindi, per esempio, di Zoloft o sertralina il dosaggio può essere compreso tra i 50 e i 150 mg/die, paroxetina oppure citalopram 20-40 mg/die, Venlafaxina 75-150 mg/die. In particolare, la Paroxetina se assunta la sera aiuta a prevenire il risveglio precoce al mattino (in gravidanza il sonno è un punto debole, meglio curarlo con attenzione per stabilizzare l’umore insieme alla terapia farmacologica specifica per l’ansia). Lei stava già assumendo 40 milligrammi al giorno di citalopram (principio attivo di Elopram) per cui io avrei mantenuto quello stesso dosaggio almeno all’inizio della gravidanza, ponderando bene una eventuale riduzione nel corso della gravidanza se le cose andassero meravigliosamente. L’impiego di benzodiazepine (quali Tavor) non comporta rischi malformativi per il feto, ma è utile sospenderle entro la 16° settimana di gravidanza. Infatti, per le benzodiazepine (famiglia di farmaci di cui Tavor fa parte), l’impiego in gravidanza è sconsigliato perché danno dipendenza e crisi di astinenza anche al neonato (soprattutto se vengono assunte nel secondo e terzo trimestre). Sono inoltre vietate nell’allattamento al seno. Purtroppo, la dipendenza e la crisi d’astinenza alla sospensione sono sintomi molto comuni anche negli adulti. Fortunatamente, i sintomi si esauriscono nel giro di pochi giorni ed è possibile attenuarli assumendo un farmaco di nome Quetiapina (1 compressa da 25 mg alla sera prima di coricarsi, da aumentare fino a 1 compressa per 3 volte al giorno se i sintomi dell’astinenza fossero particolarmente accentuati). La Quetiapina, a differenza del Tavor, non dà dipendenza, ma aiuta a favorire il rilassamento muscolare prima di addormentarsi. La Quetiapina è sicura in gravidanza fino ad un dosaggio entro i 100 mg/die (quindi al massimo 4 compresse al giorno). Le ricordo inoltre l’utilità di assumere acido folico (salvo diversa indicazione del Curante, 1 compressa al giorno da 400 microgrammi) almeno per tutto il primo trimestre di gravidanza. Se possibile, meglio assumerlo lontano da the e latticini. Spero di esserle stata di aiuto e di conforto, resto a disposizione sua e di Chi la segue per eventuali ulteriori chiarimenti, cordialmente.

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