Anti E identificata con il test di Coombs: c’è da preoccuparsi?
A cura di Angelo Michele Carella - Dottore specialista in Ematologia
Pubblicato il 15/11/2024
Aggiornato il 27/02/2026 L'anti E è a pericolosità intermedia quindi, se viene individuata, deve essere sottoposta all'attenzione di un specialista in malattia emolitica feto-neonatale.
Una domanda di: Filippo
Mia moglie è alla seconda gravidanza, ha gruppo sanguigno è A rh+, io 0 rh+, e il primo figlio è nato con gruppo sanguigno 0 rh-. Per questa seconda gravidanza la ginecologa le ha fatto fare il test di Coombs ed è risultato positivo con titolazione e tipizzazione: IDENTIFICATO ab anti – E, 1:8 score 1: 4. Si trova alla 10^ settimana e volevo capire se possiamo stare tranquilli, oppure dobbiamo preoccuparci. Nascerà sano il mio bambino?

Angelo Michele Carella
Gentile Filippo, come penso le abbia detto la sua ginecologa, sua moglie va fatta seguire da un ambulatorio di malattia emolitica feto-neonatale. Questi ambulatori sono attivi nei Centri trasfusionali. Al momento la situazione va bene, ma può complicarsi e diventare un problema dalla 14^-16^ settimana, quindi è opportuno prendere contatto con uno dei suddetti ambulatori. L’anti E è a pericolosità intermedia. Cari saluti.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
10/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Augusto Enrico Semprini Per fare chiarezza sulla propria condizione relativa al fattore RH occorre sottoporsi al test di Coombs indiretto. »
22/01/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Professoressa Anna Maria Marconi Le più recenti linee guida suggeriscono di eseguire l'immunoprofilassi con immunoglobuline anti-D a 28 settimane di gravidanza. »
03/11/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Dopo l'immunoprofilassa il test di Coombs deve risultare positivo, a conferma che l'iniezione ha determinato l'effetto voluto. Se risulta negativo è opportuno appurarne la ragione. »
27/10/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Il test di Coombs indiretto si effettua solitamente nei primi esami della gravidanza. Va ripetuto mensilmente nelle pazienti di gruppo negativo, ma può essere eseguito per la prima vola anche a 33 settimane. »
01/10/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Poiché non è praticamente possibile che una madre Rh positivo abbia il test di Coombs indiretto positivo se così risulta bisogna pensare a un errore di laboratorio. »
Le domande della settimana
20/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Tutti i FANS (per esempio ibuprofene, acido acetilsalicilico, ketoprofene, nimesulide) sono sconsigliati in gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, perché possono provocare un grave danno al cuore del feto: la chiusura prematura del dotto di Botallo. »
17/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla Nausea, capogiri e altri sintomi che si manifestano nelle prime settimane successive al concepimento possono anche essere anche dovuti a una ragione diversa dalla gravidanza. »
17/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Leo Venturelli L'eccessiva sudorazione notturna può essere dovuta a una cena troppo ricca di carboidrati, a un ambiente eccessivamente caldo, ma anche solo a una predisposizione individuale influenzata dalla familiarità. »
16/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Fabrizio Pregliasco In medicina il rischio zero non esiste, ma per fortuna le mamme non immuni alla toxoplasmosi ogni mese ripetono il test.
»
Fai la tua domanda agli specialisti