Antibiotico: prenderlo o no prima di avere l’esito dell’esame istologico

A cura di Professor Francesco De Seta Pubblicato il 22/12/2023 Aggiornato il 22/12/2023

Non è mai una buona idea affrontare una cura prima di avere la certezza della diagnosi.

Una domanda di: Silvia
Ho 39 anni e il mio percorso inizia con una ricerca gravidanza che arriva dopo 6 mesi a novembre 22, terminata in aborto 8 settimana. Seconda gravidanza a aprile 23, biochimica. A luglio tampone cervicale rileva Ureaplasma parvum curato con 14 giorni di doxiclina e azitromicina, non più rilevato nei 2 tamponi cervicali successivi. Faccio Isteroscopia ieri e mi trovano tutto regolare ma mi tolgono un polipo peduncolato subcentimetrico fundico. Ora sono qui in attesa della biopsia endometriale che però arriverà tra un po’. Dalla presenza di questo polipo che mi hanno tolto a suo parere si può già presupporre che la biopsia rileverà la presenza di plasmacellule? Non vorrei perdere tempo e se già si pensa che dovrei fare una cura antibiotica vorrei iniziarla subito dato che il bassado non si può assumere in gravidanza. E soprattutto non vorrei perdere ulteriore tempo perché inizio a perdere un po’ la speranza di diventare mamma, immersa sono in questo loop di medici esami controlli. Grazie se vorrà rispondere.
Francesco De Seta
Francesco De Seta

Cara Silvia, capisco i suoi pensieri anche negativi ma aspetterei la risposta dell’esame istologico con relativi marker diagnostici per porre diagnosi di endometrite e, in caso, eseguire terapia antibiotica. Le ricordo che a tutt’oggi la diagnosi di endometrite è molto dibattuta e non tutti sono concordi nel ritenerla una patologia che mette a rischio il buon esito di una gravidanza. Quindi aspetti l’esito dell’esame, ne parli col suo curante e riparta la ricerca della gravidanza. Cordialmente.

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