Una domanda di: Antonella
Salve dottore, le racconto cosa è successo. Mio figlio va a scuola, ha 3 anni e mezzo è sempre malato. Come me, che sono la madre, il punto debole è la gola e i cambiamenti d'aria, quasi sempre per togliere l'infezione e la febbre alta gli do l'antibiotico, lo stesso che prende da che nato (Amoxina). Pochi mesi fa a detta del pediatra dopo 10 giorni di cura per una brutta infezione alla gola con tosse rauca eccetera inizia dopo pochi giorni dall'assunzione una bruttissima orticaria con pomfi spaventosi, non era mai successo. Gli diedi un antistaminico e tutto ciò é durato 20/25 giorni . Andiamo dall'allergologo e, a detta sua, mi mette per iscritto che non è l'antibiotico. Mio figlio guarisce dopo circa quasi 2 mesi ci risiamo con febbre alta eccetera, gli ridò quell'antibiotico e di nuovo orticaria, mi fermo gli do l'antistaminico cambio antibiotico con (Cefixoral) e va tutto bene non ha più orticaria e guarisce subito rispetto altre volte che siamo restati tanto giorni in casa. Fin qui tutto bene, tutto scomparso pare che il nuovo antibiotico non dia problemi, poco dopo qualche mese andando sempre a scuola dove ci sono sempre bimbi malati mio figlio sviluppa ma malattia con una brutta febbre alta e puzza alla gola. Parlando con il pediatra c'è la solita infezione. Gli do il nuovo antibiotico usato precedentemente senza problemi al 3 giorno di antibiotico inizia di nuovo con l'orticaria ma questa volta molto molto lieve solo qualche zona arrossata dietro l'orecchio e sulla guancia, si gratta pochissimo quasi niente, concludo i 5 giorni e do il solito antistaminico. ADESSO MI CHIEDO se è POSSIBILE CHE MIO FIGLIO SIA ALLERGICO A 2 ANTIBIOTICI DICIAMO "DIVERSI" TRA DI LORO? COME DEVO AFFRONTARE QUESTA SITUAZIONE SE L'ALLERGOLOGO MI DICE CHE NON può ESSERE ALL'ANTIBIOTICO?! COME MI DEVO COMPORTARE? Può SUCCEDERE QUALCOSA DI GRAVE ANDANDO AVANTI OGNI VOLTA così? MI SCUSO SE MI SONO DILUNGATA TANTISSIMO MA CI TENEVO A SPIEGARLE PER BENE LA SITUAZIONE, SPERO IN UN BUON RISCONTRO! BUONA GIORNATA.

Giorgio Longo
Cara signora,
la risposta che le posso dare si basa sull’esperienza e il buon senso, più che su certezze che quanto capitato a suo figlio non mi permette di avere.
Per punti direi che in primo luogo di certo l’utilizzo che fa dell’antibiotico è certamente eccessivo. Consideri che all’età di suo figlio le infezioni respiratorie virali coprono la quasi totalità delle infezioni e non c’entrano i cambiamenti d’aria, ma i contagi che i bambini di quell’età contraggono all’asilo. Le infezioni virali non si giovano mai dell’antibiotico! Con analoga certezza le dico anche che suo figlio non è “debole” di gola, ma semplicemente che le infezioni partono sempre dalla parte alta delle vie respiratorie (naso e gola).
Inoltre, la stragrande maggioranza delle orticarie, specie nei bambini dell’età prescolare, sono indotte dalle infezioni e si caratterizzano per durare giorni, più di rado anche due settimane o più, ed essere a larghi ponfi subentranti (“ponfi spaventosi”) ma assolutamente innocui. Ponfi che vanno e vengono e che alla fine si esauriscono sempre spontaneamente, anche se è giusto dare l’antistaminico per mitigarne il prurito. Non tutti i bambini hanno questa orticaria indotta dalle infezioni, a volte anche dalle vaccinazioni (si chiama “orticaria post-infettiva”: OPI), ma chi ne fa una tende a ripeterla altre volte: ho visto una bambina che ne ha fatte almeno 20 entro i 5 anni di età.
Molto bravo l’allergologo che, nei fatti, le ha dato questa diagnosi, negando che possa trattarsi di una allergia all’Amoxicillina. Lo stesso ripetersi dell’orticaria con un altro antibiotico lo dimostrerebbe. Detto questo e tranquillizzando sulla venialità (e non rarità) di quello che è successo, le ricordo la cosa più importante da fare che è quella di ricontattare l’allergologo e sentire se (anche in base a quanto è successo dopo la sua visita) continua ad essere certo che si è trattato di una banale, quanto comune, ricorrenza di OPI. Questo lo sottolineo perché guai lasciare che un bambino diventi grande (adulto) con il dubbio di una allergia ad un antibiotico (o altro farmaco). A distanza di anni continuerà ad essere uno spauracchio, limitante in ogni occasione che dovesse capitare di dover utilizzare un antibiotico (e non solo) e che nessuno sarà più in grado di negare. Pertanto, se vi fosse questa incertezza, l’allergologo dovrà programmare un test di provocazione, che significa ridare l’Amoxicillina in un momento di benessere e in ambiente “protetto” (usualmente lo si fa facilmente in day hospital ) per verificare che nulla succeda. Con cordialità.
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