Antidepressivi in allattamento: si possono assumere?

Dottor Antonio Clavenna A cura di Antonio Clavenna - Dottore specialista in Farmacia Pubblicato il 28/01/2021 Aggiornato il 29/03/2023

Ci sono psicofarmaci contro la depressione compatibili con l'allattamento: i neuropsichiatri, a cui è opportuno rivolgersi per la prescrizione, sanno quali sono e in quale dose farli assumere.

Una domanda di: Sonia
Mi chiedo se si possono assumere psicofarmaci durante l’allattamento? Mia figlia è troppo piccola per smettere e ho latte abbondante, levarle il mio latte mi farebbe sentire ulteriormente in colpa, inadeguata ed egoista perché per una mia esigenza la priverei di una cosa importantissima e poi avrei paura che mia figlia davvero non si legherebbe a me e darei campo libero e ragione alla famiglia del mio compagno che ribadisce quanto la mia bimba ami e riservi attenzioni soprattutto a loro. La ringrazio.

Antonio Clavenna
Antonio Clavenna

Gentile signora, mi è stato spiegata dalla neuropsichiatra la sua situazione e le rispondo per quanto riguarda l’eventuale impiego di psicofarmaci. Ci sono antidepressivi che passano nel latte materno in basse quantità e che sono considerati compatibili con l’allattamento. Quelli per cui è maggiormente documentata la sicurezza di impiego in allattamento sono sertralina, paroxetina e fluvoxamina. Se possibile, è preferibile ricorrere a questi farmaci, ma la scelta della terapia spetta allo specialista. In ogni caso, anche per altri antidepressivi i rischi per il lattante sono di molto inferiori ai benefici che ricava dal latte materno. In molti casi è quindi possibile curarsi e continuare ad allattare. Fermo resta che appunto non ci è possibile fare alcuna prescrizione via Web: deve quindi rivolgersi a uno specialista di sua fiducia che possa prescriverle il farmaco giusto, alla giusta dose e poi seguirla per verificarne l’efficacia. Tanti cari saluti.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Le domande della settimana

Le mestruazioni non arrivano, ma il test di gravidanza è negativo: perché?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Le ragioni per le quali ci si può trovare in presenza di amenorrea sono numerose: solo un controllo ginecologico permette di capire perché le mestruazioni non arrivano, una volta esclusa la gravidanza.   »

Immune alla toxoplasmosi: si deve comunque ripetere l’esame tutti i mesi?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione.   »

Misura dell’embrione in sesta settimana: va bene?

20/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Il ginecologo ha l'obbligo di comunicare alla donna che aspetta un bambino l'eventuale presenza di un'anomalia: se dice che va tutto bene significa che è così.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti