La compatibilità tra allattamento e assunzione di di psicofarmaci deve essere valutata anche in base all'età del lattante: più il bimbo è grandicello meno rischi ci sono.
Una domanda di: Marina Sono la mamma di un bimbo di 15 mesi che allatto al seno (di solito solo tre poppate: la sera prima di dormire, a metà notte e la mattina appena sveglio). Il punto è che vorrei ritornare ad assumere Efexor 75 mg (sospeso in gravidanza ) ma sono terrorizzata dall’idea che, continuando ad allattare, il mio latte possa perdere tutti i suoi benefici e diventare pericoloso per la salute del mio bambino. Posso continuare ad allattare con serenità o devo smettere?
Antonio Clavenna
Gentile Marina, la venlafaxina (Efexor) è generalmente considerato un antidepressivo di seconda scelta in allattamento, in quanto passa nel latte materno in quantità maggiori rispetto ad altri farmaci della stessa classe. Qualora la terapia fosse necessaria, non è però necessario interrompere l’allattamento. Inoltre, la compatibilità di un trattamento farmacologico con l’allattamento deve essere effettuata anche in base all’età del lattante. Nel suo caso, considerando l’età del bambino la dose di venlafaxina eventualmente assunta attraverso il latte materno può essere considerata trascurabile e il rischio di effetti indesiderati alquanto improbabile. Non ci sono, quindi, motivi per controindicare la prosecuzione dell’allattamento. Cordiali saluti.
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