Ascesso tubo-ovarico: per quanto si può rinviare l’intervento?

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 20/04/2020 Aggiornato il 30/04/2026

In questo momento tutte le operazioni chirurgiche non urgenti sono state rinviate: occorre dunque avere pazienza, confidando in una pronta risoluzione dell'emergenza.

Una domanda di: Arianna
A febbraio 2020 mi hanno riscontrato un ascesso tubo ovarico (sinistro), sono stata ricoverata per 10 giorni con terapia antibiotica in vena, dopo i 10 giorni altri 7 giorni a casa sempre con terapia antibiotica. Nel dimettermi mi hanno detto che l’ascesso non si era riassorbito quindi dovevo essere operata (asportazione tuba).
Mi hanno fissato l’intervento per il 6 marzo,che però per la Covid-19 è stato rimandato.
Ogni mese nel periodo ovulatorio ho dolor: per la mia ginecologa sono dolori che avendo questo ascesso sono normali.
Vorrei sapere quanto tempo una persona può aspettare per l’intervento?

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve cara signora, la sua domanda è di difficile risposta in quanto potrebbe significare sia per quanto tempo può attendere lei l’intervento, sia quanto tempo manchi perché lei venga operata. In questi tempi di coronavirus stiamo navigando a vista e anche gli interventi chirurgici sono penalizzati e rinviati nel tempo…c’è la coda davanti al supermercato ma anche davanti alla sala operatoria!
Immagino che gli operatori sanitari nei vari ospedali d’Italia stiano eseguendo solo interventi urgenti e indifferibili (ad esempio, appendicite acuta).
Nel suo caso, in assenza di febbre o dolori pelvici ingravescenti, la condotta di attesa forzata potrebbe (speriamo!) portare ad un riassorbimento completo dell’ascesso tubo-ovarico…rendendo quindi superfluo l’intervento stesso.
Chiaramente, prima di sottoporsi ad intervento, lei verrà ricontrollata con ecografia pelvica, così da intervenire solo se veramente necessario.
Nel frattempo, le direi di tenere monitorati eventuali sintomi d’allarme quali febbre elevata (almeno 38° di temperatura), dolori pelvici importanti, perdite vaginali maleodoranti.
In presenza di questi sintomi, essendo lei nota per ascesso tubo-ovarico, avrebbe senso una valutazione in pronto soccorso per chiarire se necessiti nuovamente di terapia antibiotica di copertura o, al limite, di un intervento in regime di urgenza.
Capisco che le due prospettive siano di segno opposto e quindi temo di lasciarla nuovamente nel dubbio e nell’incertezza.
Le direi per concludere, di aiutarsi a stare bene curando l’alimentazione, l’idratazione, il riposo notturno, un giusto tempo di attività fisica quotidiana (anche in casa propria si può praticare la ginnastica a tutti gli effetti!) e anche qualche attività creativa a piacere (c’è davvero l’imbarazzo della scelta!)…vedrà che, come si suol dire, non tutto il male vien per nuocere.
Cordialmente.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Sactosalpinge bilaterale: si può ricorrere alla fecondazione assistita?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Francesco Maria Fusi

La presenza di una malattia che compromette la funzionalità delle tube, come lo è la sactosalpinge, diminuisce le probabilità che la procreazione medicalmente assistita vada a buon fine.  »

Sactosalpinge: è sempre da operare con urgenza?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Francesco Maria Fusi

La dilatazione delle tube dovuta alla presenza al loro interno di pus può rimanere asintomatica per anni, quindi rende l'intervento chirurgico differibile.   »

Le domande della settimana

Puntura di tafano (con reazione) in gravidanza: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le punture di tafano si infettano facilmente, quindi è prudente fare vedere al medico la zona colpita perché potrebbe essere necessario assumere un antibiotico.   »

Gemelli: “colpa” della mamma o del papà?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La possibilità di avere due gemelli dizigoti (non identici) è influenzata dalla mamma (familiarità per gemelli dizigoti e alta statura), mentre i gemelli identici sono frutto di una pura casualità.   »

Due aborti spontanei nel primo trimestre

Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

È probabile che dopo due aborti si riesca a portare a termine una gravidanza, tuttavia è opportuno effettuare alcune indagini prima di cercare un nuovo concepimento.   »

Statine assunte da lui e concepimento: ci sono rischi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le statine assunte dall'aspirante papà non influiscono né sulla sua fertilità né espongono il bambino al rischio di nascere con anomalie.   »

Piccolissima con reflusso che non passa nonostante il farmaco

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti