Attacchi di rabbia e autopunizioni

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 10/01/2018 Aggiornato il 12/06/2026

Non è opportuno assecondare il bambino quando si auto-punisce per le proprie intemperanze. Meglio aiutarlo a controllare la rabbia prima che esploda.

Una domanda di: Barbara
Sono la mamma di un bambino di 5 anni. Lo scorso mese sono andata al colloquio con le maestre le quali mi hanno detto che M. ha problemi emotivi. Mentre è in asilo ha degli attacchi di rabbia, sfida spesso le maestre e appena fa qualcosa che non dovrebbe fare inizia a piangere e si mette in punizione da solo. A casa, non avendo fratelli o cugini, è circondato da adulti, passa praticamente il tempo con i nonni materni e con me dal momento che due anni fa io e il papà di M. ci siamo separati. Se gli chiedo che cosa ha fatto in asilo, la risposta è “non mi ricordo” o “mamma lasciami stare”. Le maestre non mi hanno dato indicazioni su come poter risolvere la situazione. Come posso aiutarlo?

Angela Raimo
Angela Raimo

Cara mamma, direi senz’altro che le maestre non dovrebbero assecondare il bambino quando si auto-punisce, mentre è giusto che lo invitino con dolcezza a evitare certi atteggiamenti, facendogli osservare che disturbano prima di tutto lui stesso. Da parte sua può invece aiutarlo ad allontanare la rabbia rapidamente, ogni volta che la sente arrivare. Può insegnargli un rituale “scaccia-rabbia”, basato sui principi dell’equilibrio emozionale: quando si sente molto in collera o a un passo dal commettere qualcosa che non va può provare a mettere una manina nella parte destra del corpo, sotto le ultime costole, per poi pensare dentro di sé: “Rabbia, io ti mando in vacanza. Vai via, vai via!”. Le consiglio anche di trascorrere del tempo con lui leggendogli le fiabe, anche quelle classiche vanno molto bene. Gli chieda anche di imparare a dare sempre un nome alle emozioni forti con cui si trova alle prese: scontento, allegria, collera, contentezza, delusione, stupore, paura e così via perché in questo modo diventa più facile superare i momenti negativi. Lo aiuti in tal senso disegnando con lui su un foglio tante faccine con le singole emozioni: prenda come modello le cosiddette emoticon, facilmente reperibili in Internet o anche nello smart phone. Una volta disegnate tutte le faccine, gli chieda di dirgli quali sono le emozioni belli e quali sono le brutte, quindi di nominarle a una a una. Il foglio può diventare un mezzo con cui lui può raccontarle come si sente o come si sentiva all’asilo. Per finire, quando è possibile faccia in modo che il suo bambino anche dopo l’asilo trascorra del tempo con un’amichetto, magari invitando qualcuno a casa vostra. Stia comunque tranquilla, il suo affetto e le sue attenzioni, uniti a quelle dei nonni, favoriranno un armonico sviluppo psicoemotivo del suo bambino. Mi tenga aggiornata. Con cordialità.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Bimbo di tre anni che sbatte i pugni e a volte anche la testa

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Le intemperanze di un bambino così come i suoi gesti aggressivi andrebbero gestiti con affettuosa fermezza, anche armandosi di pazienza perché per indurlo ad abbandonarli ci può volere tempo.   »

Bimbo di 4 anni che cerca di picchiare la mamma: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

I bambini cercano di picchiare quando non trovano altro modo per esprimere i loro sentimenti di rabbia e frustrazione: è opportuno dunque riflettere sui gesti aggressivo per poi trovare la via giusta per eliminare la ragione per la quale vengono compiuti.   »

Bimba di 4 anni che strappa continuamente i capelli alla mamma

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Occorre essere determinati nell'impedire a una bambina di far del male alla madre: a quattro anni tutti i piccoli (in assenza di particolari disturbi della sfera psichica) sono in grado di capire perfettamente cosa si può fare e cosa no.   »

Comportamenti aggressivi in una bimba di 11 anni con disturbo dello spettro autistico

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Giorgio Rossi

Per agire nel modo migliore con un bambino interessato da un disturbo dello spettro autistico è opportuno confrontarsi e farsi consigliare da un professionista esperto, che possieda informazioni sufficienti per stabilire una strategia fruttuosa.   »

Bimbo incontrollabile da quando è nato il fratellino: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La gelosia per il bambino nuovo ma messa in conto e non deve destare preoccupazione. A patto però di aiutare il primogenito a superarla ricorrendo a tre strumenti di estrema efficacia: comprensione, ascolto, attenzione.  »

Le domande della settimana

Tonsille di nuovo arrossate dopo una cura con antibiotico: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico.   »

Bimba di 3 anni e mezzo che ha paura di fare la cacca nel vasino o nel water

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Roberta Levi

Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere.   »

Piccolissima con reflusso che non passa nonostante il farmaco

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata.   »

Piccola area di mancato accollamento che non si risolve: perché?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare.   »

Ectropion in gravidanza: c’è da preoccuparsi se sanguina?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Sara De Carolis

Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza.   »

Fai la tua domanda agli specialisti