Augmentin: va preso prima o dopo i pasti?
A cura di Antonio Clavenna - Dottore specialista in Farmacia
Pubblicato il 12/06/2023
Aggiornato il 12/03/2026 È preferibile assumere l'amoxicillina/acido clavulanico all'inizio o subito prima di un pasto (o di uno spuntino), tuttavia è improbabile che la sua efficacia terapeutica venga compromessa se viene assunto dopo o lontano dai pasti.
Una domanda di: Valentina
A causa di faringite streptococcica sto assumendo amoxicillina clavulanico 3 volte al giorno. Lo prendo indipendentemente a stomaco pieno o vuoto, sto solo attenta a rispettare l’intervallo di 8 ore. Ho letto su internet che amoxicillina clavulanico andrebbe assunto prima del pasto perché gli acidi digestivi possono inattivare l’antibiotico. Mi chiedo se a questo punto la cura fatta potrebbe rivelarsi inefficace. Io ho 33 anni. Mia figlia di 4 anni che sta facendo la stessa cura (ma solo amoxicillina senza clavulanico) anche lei sta assumendo antibiotico indipendentemente dai pasti. È un problema? Potrebbe essere inefficace la cura fatta? Grazie mille.

Antonio Clavenna
Gentile Valentina, l’antibiotico amoxicillina+acido clavulanico può essere assunto indifferentemente prima o dopo i pasti. È preferibile, però, assumerlo in concomitanza del pasto o di uno spuntino (poco prima o all’inzio) per ridurre gli effetti indesiderati gastrointestinali (per esempio mal di stomaco, diarrea) e per aumentare l’assorbimento del farmaco. Questa accortezza non è necessaria per l’amoxicillina da sola. Se ha rispettato l’intervallo tra le dosi, è alquanto improbabile che avere assunto l’antibiotico a stomaco vuoto o pieno abbia avuto un impatto sull’efficacia nel trattamento della faringotonsillite da streptococco. Cordiali saluti.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
09/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Aldo Messina Se a situazione lo richiede, si può sostituire un antibiotico con un altro antibiotico senza correre rischi. »
24/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Giorgio Longo Le nostre linee guida in caso di faringite da streptococco consigliano di somministrare l'antibiotico per sei giorni, quindi sospenderlo qualche giorno prima dei 10 giorni suggeriti non espone a particolari rischi di ricadute. »
17/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Leo Venturelli La dose massima di antibiotico indicata nel "bugiardino" non è tossica e può essere aumentata anche fino a 5 volte senza risultare pericolosa: è il caso, per esempio di amoxicillina e cefalosporine. »
04/02/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Antonio Clavenna L'assunzione di antibiotici della classe delle cefalosporine non espone a rischi per il feto. »
02/02/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Giorgio Longo Spetta all'allergologo stabilire se la comparsa di un'orticaria dipenda da un'infezione dovuta a un agente infettivo oppure sia una reazione all'antibiotico. »
Le domande della settimana
20/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Tutti i FANS (per esempio ibuprofene, acido acetilsalicilico, ketoprofene, nimesulide) sono sconsigliati in gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, perché possono provocare un grave danno al cuore del feto: la chiusura prematura del dotto di Botallo. »
17/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla Nausea, capogiri e altri sintomi che si manifestano nelle prime settimane successive al concepimento possono anche essere anche dovuti a una ragione diversa dalla gravidanza. »
17/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Leo Venturelli L'eccessiva sudorazione notturna può essere dovuta a una cena troppo ricca di carboidrati, a un ambiente eccessivamente caldo, ma anche solo a una predisposizione individuale influenzata dalla familiarità. »
16/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Fabrizio Pregliasco In medicina il rischio zero non esiste, ma per fortuna le mamme non immuni alla toxoplasmosi ogni mese ripetono il test.
»
Fai la tua domanda agli specialisti