Se uno specialista di grande fama e di altrettanto significativa esperienza dopo aver visitato il bambino esclude che sia interessato da un disturbo dello spettro autistico, non c'è ragione di dubitare della sua rassicurazione.
Una domanda di: Sandek Ho da tempo questo dubbio … Mio figlio ha 26 mesi e già a 18 lo avevo portato da uno dei migliori specialisti che mi ha assolutamente escluso autismo, dopo che la pediatra ci aveva consigliato una visita dal neuropsichiatra infantile. Il bambino non parla (mamma , papà e altri versi ), non indica, ma se vuole qualcosa ti prende e ti porta con la mano. È sorridente e quando vede gli altri bambini è super contento . Mangia da solo ed è molto furbo e sveglio. Ad oggi pero la cosa che più mi mette dubbio è che su 10 volte che lo chiami 9 non si gira, oltre che non indichi e dica solo 5-6 parole. Mi consiglia di fare un ulteriore controllo nonostante il neuropsichiatra considerata tra i migliori di Milano mi abbia escluso il tutto?
Angela Raimo
Gentile papà, in primo luogo mi sento di dirle che se non si fida delle rassicurazioni di uno specialista dal nome prestigioso che, a differenza di me, ha avuto modo di visitare il bambino non so come potrà credere alle mie parole visto che scrivo da remoto e non ho visto il suo bambino. Detto questo, è mia opinione che lei possa essere certo che uno specialista di chiara fama e quindi di comprovata esperienza non escluderebbe mai un disturbo dello spettro autistico se non fosse convinto di quello che dice. Tenderei quindi a pensare che abbia ragione. Comunque mi chiedo perché la pediatra vi abbia consigliato di fare visitare questo bambino da un neuropsichiatra infantile: cosa ha intravisto in lui che l’ha indotta a pensare che fosse necessaria una visita specialistica? È lei che ha pensato a un disturbo dello spettro autistico? Sarebbe importante saperlo e se così fosse quali segnali l’hanno indotta a ipotizzare una simile diagnosi? Da quello che descrive di suo figlio (sorride, si fa capire, è contento quando vede gli altri bambini, mangia da solo ed è furbo e sveglio) non posso che concordare con il collega neuropsichiatra che ha escluso l’autismo. Direi che iscrivere il bambino al nido potrebbe favorire un più veloce e soddisfacente sviluppo del linguaggio. Se tra due-tre mesi dovesse avere un vocabolario scarno come ora farei fare una valutazione logopedica. Mi tenga aggiornata, se lo desidera. Cari saluti.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Non è possibile azzardare una diagnosi senza avere modo di valutare il bambino e di analizzare con attenzione i suoi comportamenti: solo dopo una scrupolosa visita è possibile formulare ipotesi. »
Ipotizzare il disturbo dello spettro autistico in una bimba di sei settimane di vita non si può. La diagnosi precoce è fondamentale, ma non per questo il problema è individuabile prima dei 12-24 mesi di vita. »
Quando si ha il sospetto che il proprio bambino sia colpito da un disturbo del neuro-sviluppo è opportuno valutare con il pediatra curante l'opportunità di chiedere il parere di un neuropsichiatra infantile. »
Se i neuropsichiatri infantili consultati escludono che il bambino sia interessato da un disturbo dello spettro autistico ma, nonostante questo, si continua a temere che ne sia colpito diventa opportuno indagare sulle origini delle proprie paure infondate. »
Quando si ha il sospetto che certi atteggiamenti del proprio bambino esprimano la presenza di un disturbo dello spettro autistico è bene innanzi tutto confrontarsi con il pediatra curante e poi, anche in base al suo parere, rivolgersi a un neuropsichiatra infantile. »
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