Benzodiazepine contro l’ansia assunte in gravidanza: ci sono rischi per il bambino?

A cura di Claudio Migliori - Dottore specialista in Pediatria Pubblicato il 24/03/2023 Aggiornato il 17/03/2026

Il rapporto rischi-benefici, nel trattamento con benzodiazepine degli stati d'ansia durante la gravidanza, è decisamente a favore dei secondi. Un'ansia non curata espone infatti alla possibilità di complicanze molto più importanti dei potenziali effetti indesiderati dei farmaci.

Una domanda di: Stefania
Gentilissimo, purtroppo a causa di un severo disturbo d’ansia apparso in gravidanza, ho assunto 1,5 mg/die di Lorazepam dalla 21esima e alla 31esima settimana di gravidanza poi purtroppo portati a 3mg/die dalla 31esima a causa del peggioramento della mia situazione, fino ad ora che sono a 36+3. Ora inizierò uno scalaggio nei 18 giorni che mi separano dal cesareo (6 giorni a1,5mg/6 giorni a 0,45 mg/ 6 giorni a zero). Le chiedo se – nella sua esperienza – una terapia prolungata a questo dosaggio possa portare gravi problemi alla nascita, dato che nel mio ospedale non c’è una TIN ma una patologia neonatale sub-intensiva. Ho letto cose molte preoccupanti sul “bugiardino” del farmaco… Le chiedo inoltre se di questo scalaggio “veloce” possa risentirne il bimbo anche in pancia, visto che da oggi, quando ho iniziato a ridurre, sembra molto più agitato. Grazie. Cordiali saluti.

Claudio Migliori
Claudio Migliori

Gentilissima signora, fermo restando che un importante stato di ansia in fase gravidica merita sempre un trattamento adeguato, in quanto svariati studi hanno dimostrato che l’ansia non trattata può incrementare la possibilità di complicanze come il parto pretermine e/o il basso peso alla nascita (Ding X-X. J Affect Disorder 2014, Ravid E. BMC Pregnancy and Childbirth 2018), la scelta del tipo di trattamento e il dosaggio vengono personalizzati in base alla storia clinica della singola paziente. In linea generale i farmaci come il Lorazepam, ovvero le benzodiazepine, sono la prima scelta e gli studi scientifici ad oggi pubblicati non hanno evidenziato una quota di effetti collaterali tale da sconsigliarne sistematicamente l’uso (Tinker S. Birth Defects Res Jun 2019). Comprendo che quanto riportato sul foglietto illustrativo sembrerebbe smentire la mia precedente affermazione, ma bisogna considerare che qualunque azienda farmaceutica tende a tutelarsi nel merito di un possibile effetto avverso, spesso ignorando gli studi che vengono eseguiti dopo la commercializzazione e che confutano o, meglio, non confermano quanto riportato e conosciuto al momento della messa in vendita del prodotto. Inoltre le posso garantire che sono ben pochi i farmaci che riportano sul bugiardino l’indicazione all’uso neonatale, per cui nei reparti di Neonatologia quasi tutti i trattamenti risultano “off label”, ovvero sotto la diretta responsabilità del medico prescrittore. Questo, ovviamente, non significa che si debba evitare di curare un neonato per paura degli effetti dei farmaci, ma va sempre calcolato il rapporto rischio/beneficio. Tornando al suo caso le confermo che il dosaggio che le hanno prescritto risulta nella norma. Il passaggio transplacentare del farmaco è conosciuto ma solitamente non causa grossi problemi al feto. Sicuramente un lieve incremento della motilità durante la riduzione del farmaco rientra nella norma e non indica uno stato di sofferenza. La scelta di ridurre il dosaggio prima del termine della gravidanza è corretta in quanto tende a diminuire il rischio di comparsa temporanea dei sintomi di astinenza. Questi includono irritabilità, pianto, disturbi del sonno, tremori, nervosismo, difficoltà respiratorie o debolezza muscolare. Ovviamente più basso è il dosaggio assunto nell’immediata epoca prenatale e minori sono i rischi di astinenza. I sintomi di cui sopra non necessitano, solitamente, di una degenza presso una Terapia Intensiva Neonatale, ma possono essere serenamente gestiti in un reparto di Patologia Neonatale, in quanto sono ad evoluzione spontanea e benigna. Infine in merito alla tempistica di riduzione del dosaggio adottata dal suo curante, ritengo sia assolutamente adeguata, sempre che lei sia in grado di tollerare tale riduzione, Non mi preoccuperei, invece, per il bambino. Cordiali saluti.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Tinte all’ammoniaca: si possono usare in gravidanza?

03/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Non ci sono controindicazioni all'uso delle tinture per i capelli, incluse quelle che contengono ammoniaca.   »

Liquido amniotico scarso in 36^ settimana: si può tentare il parto naturale?

01/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professoressa Anna Maria Marconi

Anche con un cesareo alle spalle potrebbe essere possibile provare a partorire naturalmente, nonostante la quantità di liquido amniotico sia inferiore alla norma.  »

Feto con circonferenza addominale in lieve decrescita

03/11/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elsa Viora

Una circonferenza addominale al 19° percentile è da considerarsi comunque nella norma, anche se la misura è leggermente inferiore a quella rilevata in una precedente ecografia. Comunque sia le misure vanno valutate inserendole nel singolo contesto clinico.   »

Levotiroxina: è pericoloso aumentare il dosaggio a fine gravidanza?

18/03/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Gianni Bona

L'importante, in caso di alterazioni della tiroide, è che la cura mantenga il TSH basso (entro 2,5) quindi aumentare la dose del farmaco per ottenere questo risultato è corretto e privo di rischi.   »

Melatonina in gravidanza: risolve i risvegli notturni?

03/01/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Antonello Sannia

La melatonina agisce soprattutto per favorire l'addormentamento, ma non ha grande efficacia per assicurare un sonno ininterrotto.   »

Le domande della settimana

40 anni e non rimango incinta dopo due mesi di tentativi: devo preoccuparmi?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente.   »

Qual è il momento migliore per concepire una bambina?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Castagna

Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza.   »

Megavescica del feto alla 13^ settimana di gravidanza: cosa aspettarsi?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati.   »

Cardioaspirina in gravidanza: sì o no?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto.   »

24 ore senza pillola: sono ancora protetta?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti