Benzodiazepine in allattamento: si possono assumere?

A cura di Claudio Migliori - Dottore specialista in Pediatria Pubblicato il 16/03/2026 Aggiornato il 21/05/2026

Una neomamma che soffre di attacchi d'ansia è giusto che affronti un trattamento che le consenta di accudire il suo bambino nel migliore dei modi possibili.

Una domanda di: Eve
Ho partorito da circa 3 mesi e nelle ultime 3 settimane ho avuto degli attacchi di ansia importanti. Mi saliva il calore dalle gambe alla testa e avevo le gambe pesantissime. Questa ansia è scaturita dal fatto che avevo avuto dei fastidi alla testa. Dolore sordo alla tempia e poi parestesie dietro la nuca e vertigini (di cui soffro, ma evito la vertisec perché allatto: l'ho presa solo 3 volte). Questi avvenimenti hanno suscitato in me terrore di morire, che avessi qualcosa di brutto alla testa. E l'ansia è peggiorata. Ho fatto risonanza magnetica e visita neurologo ed è tutto ok. Mi sono tranquillizzata, però l'ansia non se ne è andata del tutto. Ho chiesto al mio psichiatra (sono affetta da disturbo bipolare ) se potevo prendere Tavor minimo dosaggio, e allattare dopo 4 ore. E mi ha detto sì, ma non ogni giorno. Fino ad ora ne ho presi 3 in 10 giorni. Con Tavor va meglio e ho notato che il giorno dopo non si presenta l'ansia. Ora la mia domanda è: posso fare una breve cura e allattare dopo 4 ore? Ho il consulto dallo psicologo il 17 marzo.

Claudio Migliori
Claudio Migliori

Gent. signora,
è naturale che uno stato di ansia importante meriti un trattamento adeguato, soprattutto per una madre che deve esser in grado di accudire nel migliore dei modi possibili il suo bambino. È altrettanto vero che il Lorazepam (Tavor®), ovvero una tra le più utilizzate benzodiazepine, sia probabilmente una scelta logica, almeno per le fasi iniziali e per un trattamento sporadico. Concordo, inoltre, con il collega che le ha consigliato di farne un utilizzo saltuario e non continuativo, affinché non ci sia il cosiddetto “effetto di accumulo” sia su di lei sia, per passaggio attraverso il latte, sul suo bambino. Una leggera sonnolenza e una meno vivace attività da parte del bimbo potrebbero essere gli effetti più evidenti di un passaggio di Lorazepam attraverso il latte, sia pure non sempre presenti. Ovviamente più tempo passa tra l’assunzione del farmaco e l’allattamento meno effetti si avranno sul lattante. Detto ciò, ritengo che l’uso saltuario, a dosaggio minimale, sia una possibilità di trattamento per la sua problematica, qualora, però, si rendesse necessario un trattamento sistematico e a lungo termine, sarebbe più indicato rivolgersi ad altri tipi di farmaci, per i quali otterrà indicazioni molto più precise da parte del suo medico curante. Cari saluti.

Benzodiazepine in allattamento: si possono assumere?

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Voglia di piangere dopo il parto

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Scoppiare in lacrime nelle prime settimane dopo il parto è un'eventualità frequente che non deve spaventare: per superare i momenti di crisi è davvero utile appoggiarsi a chi sta accanto e anche, se possibile, frequentare altre neo mamme.   »

Pillola del giorno dopo e poppata al seno (dopo 20 ore dall’assunzione): ci sono rischi per il lattante?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

Il contraccettivo d'emergenza ulipristal acetato ha un'emivita brevissima, quindi un bambino di 10 mesi che viene allattato dopo 20 ore dalla sua assunzione non viene esposto ad alcun rischio.   »

Vinali e culturix: si possono assumere in allattamento?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In allattamento è opportuno assumere integratori specificatamente messi a punto per il periodo, solo se il medico li prescrive perché vi sono carenze particolari.   »

Eutirox e allattamento: in caso di sovradosaggio ci sono rischi per il bambino?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Gianni Bona

In primo luogo per capire se l'Eutirox è realmente sovradosato bisogna sapere in che quantità viene assunto. In ogni caso la levotiroxina è una terapia sicura in allattamento.   »

EllaOne: si può allattare un bimbo di 15 mesi dopo averla presa?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Maria Pia De Carolis

Se un bambino di 15 mesi viene allattato solo la sera per addormentarsi, non c'è ragione di sospendere questa abitudine dopo aver assunto la contraccezione d'emergenza.   »

Le domande della settimana

Tonsille di nuovo arrossate dopo una cura con antibiotico: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico.   »

Bimba di 3 anni e mezzo che ha paura di fare la cacca nel vasino o nel water

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Roberta Levi

Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere.   »

Piccolissima con reflusso che non passa nonostante il farmaco

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata.   »

Piccola area di mancato accollamento che non si risolve: perché?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare.   »

Ectropion in gravidanza: c’è da preoccuparsi se sanguina?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Sara De Carolis

Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza.   »

Fai la tua domanda agli specialisti