Beta-bloccanti in gravidanza: ci sono rischi per il bambino?

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Dottoressa Elisa Valmori Pubblicato il 11/12/2019 Aggiornato il 12/12/2019

Fortuna vuole che siano disponibili farmaci che regolarizzano il ritmo cardiaco (e quindi la pressione sanguigna) compatibili con la gravidanza: spetta al cardiologo indicare quale terapia è corretto seguire perché tutto vada per il meglio.

Una domanda di: Valentina
Sono una donna di 36 anni che da qualche mese assume una compressa al giorno di atenololo 100mg dopo vari episodi di cardiopalmo. Con l’anno nuovo io e il mio compagno vorremo provare ad avere un figlio… Ma ho letto, navigando in internet, che l’atenololo dà problemi nella gravidanza. Ora ho tanta paura di non riuscire a essere madre a causa di questo betabloccante. Cosa devo fare? Non voglio rischiare la perdita di un figlio per colpa di questo betabloccante.
Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve cara signora, calma e sangue freddo: anche chi ha necessità di assumere una terapia farmacologica può ricercare la gravidanza senza far correre rischi al suo bambino…si tratta solo di concordare i farmaci con lo specialista di riferimento della sua patologia, quindi nel suo caso un cardiologo.
Atenololo fa parte della famiglia dei beta-bloccanti ossia di farmaci che tendono a rallentare il ritmo cardiaco.
In gravidanza sono accettabili solo nel primo trimestre, non danno alcun rischio di malformazioni.
Nei successivi mesi è opportuno evitare l’impiego di questa categoria di anti-ipertensivi (hanno anche questo tipo di effetto, visto che rallentano il battito cardiaco, da cui dipende la pressione arteriosa) in quanto potrebbero provocare ritardo di crescita intrauterino nel feto oppure rallentare anche a quest’ultimo la frequenza cardiaca, esponendolo al rischio di non riuscire a compensare completamente gli episodi di ipossia (diminuzione dell’ossigeno) indotti dalle contrazioni uterine o da momentanea compressione del cordone ombelicale.
Un beta-bloccante che viene ritenuto compatibile anche in gravidanza è il Labetalolo, sebbene di solito sia riservato alle donne con gravidanza complicata da gestosi.
Un’alternativa ai beta-bloccanti potrebbero essere i calcio-antagonisti (Nifedipina) oppure l’alfametildopa (Aldomet)
Come può vedere, c’è solo l’imbarazzo della scelta sulle terapie compatibili in gravidanza per il suo problema…sempre che la dolce attesa non le regali qualche piacevole sorpresa: chissà che il cuore si dia pace finalmente!
Resto a disposizione se desidera, cordialmente.

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