Beta bloccanti: si possono impiegare quando si decide per la PMA?

Dottor Francesco Maria Fusi A cura di Francesco Maria Fusi - Dottore specialista in Ginecologia Pubblicato il 15/09/2022 Aggiornato il 20/03/2026

I beta bloccanti possono causare gravi problemi in gravidanza: meglio dunque che il cardiologo, quando la donna inizia l'iter per la procreazione medicalmente assistita, prescriva farmaci alternativi.

Una domanda di: Raffaella
Gentile dottore, assumo cardicor 1.25 da 5 anni, da quando dopo un cancro al seno e le svariate chemio ho iniziato ad avere degli impulsi nervosi al cuore, adesso assieme a mio marito abbiamo deciso di intraprendere un fecondazione assistita considerando che a suo tempo ho eseguito una crioconservazione. È preferibile interrompere l’assunzione del farmaco da subito dopo il transfert? Ho mille dubbi in quanto ho letto e ascoltato pareri contrastanti…lei cosa ne pensa? Grazie.

Francesco Maria Fusi
Francesco Maria Fusi

Gentile signora, i beta bloccanti in gravidanza possono ridurre la perfusione placentare, portando a aborti, ridotta crescita fetale, morte endouterina. Quando sono necessari, meglio i beta1-selettivi. Credo che, data la sua storia, sia corretto che una impostazione del piano terapeutico per la procreazione medicalmente assistita sia fatta con la consulenza dei ginecologi della Patologia della gravidanza, che la seguiranno poi nel corso della gravidanza (come gravidanza a rischio) e del cardiologo, che valuterà la necessità di terapie e le alternative disponibili. Cordiali saluti.

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