Beta-hCG residue a due mesi dall’aborto: perché?
A cura di Gaetano Perrini - Dottore specialista in Ginecologia
Pubblicato il 20/03/2025
Aggiornato il 25/02/2026 Ci sono dei casi particolari in cui la diminuzione del valore delle beta dopo un aborto è molto più lenta di quanto non lo sia comunemente.
Una domanda di: Martina
Ho avuto un aborto spontaneo incompleto il 26 Gennaio 2025, non mi viene fatto raschiamento ma data terapia a casa per aiutare l’utero a pulirsi e così via di settimana in settimana fino al 14 Febbraio, dove la situazione è invariata con endometrio disomogeneo di 14mm e residuo vascolarizzato sulla parete anteriore, mi viene detto di attendere le mestruazioni e ripetere ecografia. Il 3 marzo mi inizia una specie di mestruazione (il 28 febbraio le beta erano ancora a 60) per cui ieri 13 marzo vado a fare controllo di beta + ecografia: Beta a 14 e ecografia identica a quella del mese prima. Ora sono quasi due mesi dall’aborto, è normale una situazione del genere? Le beta entro un paio di settimane dovrebbero azzerarsi e quindi poi ad aprile spero di avere le mestruazioni vere e proprie che si portino via questo residuo…altrimenti mi hanno detto che l’unica strada è ormai l’isteroscopia operativa perchè per un residuo così piccolo e localizzato il raschiamento che è alla cieca e prende tutto l’utero è più rischioso che altro.
Non so se può essere utile questo è il calo delle Beta:
26 Gennaio 130.000; 30 Gennaio 10.000; 6 Febbraio 2000.20; 14 Febbraio 487; 21 Febbraio 143.60; 28 Febbraio 63.15; 13 Marzo 14.97.

Dottor Gaetano Perrini
Cara signora, quanto da lei descritto ripercorre certamente un caso particolare legato al fatto che il materiale ecograficamente presentava caratteristiche di vascolarizzazione ed è pertanto usuale in queste situazioni evitare una procedura chirurgica per il rischio di importante sanguinamento durante l'esecuzione, sanguinamento talmente importante da non essere talvolta facilmente gestibile. L’attesa fa parte dei protocolli che si occupano della ritenzione del materiale abortivo o ovulare che prevedono l’osservazione nel tempo, per determinare la diminuzione del volume del materiale e la riduzione della sua vascolarizzazione, in modo da poter poi procedere con una eventuale valutazione isteroscopica proprio per poter effettuare una asportazione minima e poco invasiva, rispettosa dell’anatomia e dell’integrità dell’utero. Certo che questo tipo di percorso è faticoso soprattutto per lei ma è sicuramente molto più appropriato di una pratica chirurgica che potrebbe non essere prudente perché effettuata troppo presto. Il fatto che le beta oggi siano praticamente azzerate, fa certamente ben sperare sull’esito di questo percorso. Continui a fare i controlli come le hanno sicuramente suggerito e l’eventuale valutazione conseguente. Cari saluti.
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