Betabloccanti e ricerca di una gravidanza: è possibile proseguire il trattamento?
C'è un betabloccante che si può utilizzare in piena sicurezza sia in gravidanza sia in allattamento ed è il nadololo.
Una domanda di: Serena
Buongiorno, ho quasi 40 anni e da sei mesi assumo Dilatarend 25mg 1/2 mattina e 1/4 sera. Alla visita di controllo di cui allego referto la cardiologa mi ha consigliato visto esito esami fatti di portare il dosaggio a 1/2 mattina e 1/2 sera. Ho sottoposto la volontà di ricercare subito una seconda gravidanza e pertanto come fare con la terapia e mi ha consigliato di sostituire il farmaco in gravidanza con Nadololo80 mg/GG. Ma sostituisco subito la terapia e in che modo? O aspetto la gravidanza? Come valutare eventuale sospensione della terapia sperando della riuscita della gravidanza? Grazie.

Augusto Enrico Semprini
Cara Serena, la scelta che io farei è di sostituire il farmaco con il betabloccante NADOLOLO su cui vi è ampia evidenza di sicurezza in gravidanza, per la sostituzione si passa da un giorno all’altro dal primo prodotto a questo secondo prodotto mantenendo un controllo giornaliero della pressione arteriosa per la prima settimana, per eventuali adeguamenti della terapia. A mio avviso, questa scelta è la più semplice perché sul primo prodotto in uso da pochi anni vi è minor tranquillità sul suo uso in gravidanza e allattamento. I betabloccanti sono invece in uso clinico da oltre 40 anni e sappiamo che possono essere assunti con tranquillità sia durante la gestazione che durante l’allattamento, verifichi questa mia opinione con la sua cardiologa e decida dopo avere avuto l’assenso della sua curante. Cordialmente.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
23/02/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori I beta-bloccanti andrebbero sospesi entro la 12^ settimana di gravidanza e non perché causino malformazioni, ma in quanto possono interferire sui meccanismi grazie a cui il feto si adatta all'ipossia senza correre rischi. »
30/03/2023
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Antonio Clavenna L'assunzione di betabloccanti nei primi mesi di gravidanza, secondo i dati a oggi disponibili, non espone il bambino a rischi. »
15/09/2022
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Francesco Maria Fusi I beta bloccanti possono causare gravi problemi in gravidanza: meglio dunque che il cardiologo, quando la donna inizia l'iter per la procreazione medicalmente assistita, prescriva farmaci alternativi. »
20/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla Non ha molto senso scaricare app che orientino il momento giusto per concepire, è meglio che la ricerca avvenga all'insegna della spontaneità. A tutto vantaggio del risultato e dell'armonia della coppia. »
19/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla In linea teorica, è possibile avviare e portare a termine una gravidanza anche in età molto matura, tuttavia si tratta di un evento eccezionale. in più, il rischio di avere un bambino con uno sbilanciamento cromosomico è alto. »
Le domande della settimana
23/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Ipotizzare il disturbo dello spettro autistico in una bimba di sei settimane di vita non si può. La diagnosi precoce è fondamentale, ma non per questo il problema è individuabile prima dei 12-24 mesi di vita. »
23/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori All'inizio del terzo trimestre, in caso di contrazioni (anche non dolorose) molto frequenti può essere opportuno indagare sulle possibili cause effettuando un'urinocoltura e un tampone vaginale. »
23/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Cristiana De Petris Esiste un test prenatale che si effettua sul sangue della madre che permette di identificare il padre del bambino. Per l'esame, serve comunque anche un campione di sangue di uno dei due presunti padri. »
20/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla Non ha molto senso scaricare app che orientino il momento giusto per concepire, è meglio che la ricerca avvenga all'insegna della spontaneità. A tutto vantaggio del risultato e dell'armonia della coppia. »
Fai la tua domanda agli specialisti