I beta-bloccanti andrebbero sospesi entro la 12^ settimana di gravidanza e non perché causino malformazioni, ma in quanto possono interferire sui meccanismi grazie a cui il feto si adatta all'ipossia senza correre rischi.
Una domanda di: Daniela Mia figlia assume bisopropolo 1,25 x tachicardia posturale ortostatica. Può continuare a prenderlo in gravidanza poiché i suoi battiti in posizione eretta arrivano a 150/160 senza bisopropolo. Grazie.
Elisa Valmori
Salve signora, che bello che si preoccupi della figlia e della salute dei futuri nipotini...Francamente i beta-bloccanti andrebbero interrotti entro la 12^ settimana di gravidanza. Non causano malformazioni al feto, ma possono compromettere il suo meccanismo di adattamento all'ipossia (che si compensa appunto mediante episodi di fisiologica tachicardia). Le alternative farmacologiche ai beta-bloccanti sono:
1) antiaritmici quali Verapamil e Propafenone.
2) calcioantagonisti quali la Nifedipina (molto utilizzata anche per gestire l'ipertensione gestazionale nella formulazione "crono" ossia a lento rilascio).
3) Anti-ipertensivi centrali quali la Metildopa (Aldomet).
Sono certa che il collega cardiologo riuscirà ad individuare la terapia alternativa ai beta-bloccanti migliore per sua figlia durante la gravidanza. Aggiungo che in allattamento la controindicazione non è più così assoluta, fortunatamente! A mio parere, sarebbe meglio attendere l'inizio della gravidanza per effettuare il cambio di terapia: l'assetto ormonale della gravidanza potrebbe infatti cambiare le carte in tavola... meglio non "bruciare" prima le alternative farmacologiche. Ricordo infine di assumere acido folico (salvo diversa indicazione del Curante, 1 compressa al giorno da 400 microgrammi) almeno per tutto il primo trimestre di gravidanza. Se possibile, meglio assumerlo lontano da the e latticini. Serve per la prevenzione della spina bifida nel bambino. Rimango a disposizione, cordialmente.
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