La probabilità fornita dal Bi-test che il bambino o la bambina possa avere la sindrome di Down si ottiene attraverso un sistema computerizzato (algoritmo) che tiene conto di vari parametri, di cui il più rilevante è la translucenza nucale (TN). Spetta al ginecologo che ha effettuato questa indagine di screening ricavarla e poi riferirla.
Una domanda di: Eglantina Salve dottoressa ho fatto il Bi-test quando ero in 11^ settimana di gravidanza. I valori della PAPP A 3125,0 HCG libera 28,52 e dopo una settimana ho fatto ecografia, vorrei di sapere quante probabilità ci sono che il bambino sia effetto della sindrome Down, grazie mille, buon lavoro.
Faustina Lalatta
Gentile signora,
i dati che lei mi ha fornito sono parziali e soprattutto non sono messi in relazione tra loro. Pertanto non è possibile rispondere alla sua domanda.
La probabilità fornita dal Bi-test che il bambino o la bambina possa avere la sindrome di Down si ottiene attraverso un sistema computerizzato (algoritmo) che è in grado di dare un peso ad ogni componente dello screening. I parametri da inserire nel sistema sono : i due dosaggi biochimici, la misura della translucenza nucale (NT), la frequenza cardiaca fetale, la presenza o meno dell’osso nasale e l’età materna.
I parametri, presi singolarmente, possono solo orientare ma non possono fornire un dato attendibile.
Le suggerisco pertanto di contattare il ginecologo che ha eseguito l’ecografia affinché completi la procedura di elaborazione computerizzata per formulare la probabilità.
Tenga presente in ogni caso che il parametro più rilevante, preso singolarmente, è la translucenza nucale (TN) che nel suo caso ha una misura nella norma (2mm).
Cordiali saluti.
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