A tre anni non si può ancora parlare di balbuzia, quanto piuttosto di disfluenza del linguaggio, condizione nella maggior parte dei casi transitoria dovuta per lo più alla mancanza di coordinazione tra i meccanismi della parola e l'urgenza di esprimere un pensiero.
Una domanda di: Filomena Sono mamma di Cecilia di 32 mesi e Antonio di un mese. Dalla nascita del fratellino Cecilia non sta dando grandi manifestazioni di gelosia se non con qualche capriccio in più del solito. Di solito è sempre dolce con il fratello, vuole abbracciarlo baciarlo prenderlo in braccio e io la assecondo sempre. Penso che il loro rapporto debba essere già coltivato fin da ora. Da qualche giorno però ho notato che ripete troppo spesso delle sillabe all’inizio o alla fine delle parole come se balbettasse. Vorrei sapere se è possibile che sia un effetto della nascita del fratellino, se ha un età in cui compare la balbuzie e quando si può pensare di portarla da un logopedista per diagnosticarla. Preciso che la bambina parla da circa un anno. Grazie.
Luisa Vaselli
Salve,
a 3 anni non si parla di balbuzie, ma di disfluenza del linguaggio, condizione caratterizzata da esitazione ad iniziare una frase, ripetizione della prima sillaba della frase, durata eccessiva della prima sillaba oppure un inceppo improvviso che impedisce al piccolo di proseguire la frase. La disfluenza fa parte del normale sviluppo del linguaggio e non necessariamente predice la balbuzie. I piccolini durante l’apprendimento del linguaggio, che non si conclude certo nel momento in cui iniziano a parlare, devono gradualmente mettere a punto la coordinazione tra respirazione ed emissione dei suoni, tra i pensieri che affiorano rapidamente al cervello e i meccanismi che articolano il linguaggio.
Spesso dai 2 anni e mezzo fino ai 4 anni l’eventuale balbuzie è transitoria e, nell’80% dei casi, destinata a risolversi spontaneamente senza bisogno di alcun intervento. Generalmente il bambino non si accorge neppure di balbettare e non vive questi inciampi come una difficoltà. E’ fondamentale dunque evitare di mostrarsi ansiosi, incalzare il bambino. concludere la parola o la frase al suo posto: “pazienza” è la parola chiave, dimostrarla è il modo migliore per aiutarlo a parlare in modo fluido. Si rivolga sempre alla sua bambina con frasi semplice, scandendo le parole in modo il più possibile lento e chiaro, si mostri sinceramente interessata a quello che dice, valorizzandolo, e indifferente di fronte agli eventuali arresti ed esitazioni. Non faccia domande troppe dirette, non insista affinché risponda a chiunque le rivolga la parola, però quando parla le dia tutto il tempo per farlo, senza mai mostrare impazienza o, peggio, irritazione. Quando pronuncia una parola in modo difettoso non la corregga direttamente, ma trovi il modo di ripetere quella stessa parola nel modo giusto. Per fare un esempio, se la bambina dice “Ho fatto un di-dis-di-disegn-o!” lei può rispondere: hai fatto un disegno? E’ bellissimo, brava!”. La balbuzie può essere legata anche anche all’insicurezza, inizialmente inconscia, con tendenza all’autosvalutazione. I bambini imparano tutto per imitazione, e in particolare, ascoltando ed emulando i grandi costruiscono un linguaggio via via più ricco di termini e più fluente. Spero di esserle stata d’aiuto, mi tenga aggiornata, se vuole. Con cordialità.
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