Un bambino che accetta solo determinati alimenti (per altro più che sufficienti a garantirgli un'ottima salute) va assecondato senza ansia. Diversamente sì che c'è il rischio di compromettere il suo rapporto con il cibo e questo non deve accadere.
Una domanda di: Madalina Sono un po’ preoccupata perché mia figlia di due anni e 5 mesi da più di un mese a questa parte non vuole più mangiare niente. I suoi pasti sono latte e biscotti, pasta e lenticchie/fagioli e pasta al pomodoro. Niente carne niente pesce niente uova niente frutta e verdura. Non so per quale ragione le sta prendendo così. È anche vero che sta mettendo ancora i denti però sono un po’ preoccupata. Sarebbe il caso di approfondire? Non capisco: perché fa così? Il momento del pasto è diventata un’impresa. Grazie mille.
Giorgio Longo
Cara signora, non mi sembra proprio il casi di preoccuparsi. All’età della bambina sono situazioni molto comuni. Non a caso noi pediatri siamo soliti definirli i “terribili due anni”. E questo del rifiuto di alcuni alimenti è il più comune e veniale dei comportamenti. Il fatto che mangi tutte le cose che ha segnalato (mica poche!) è la conferma che la bambina gode di ottima salute. Consideri anche che il latte, che spesso mangiano in quantità anche eccessive, per esempio quando viene offerto ancora con il biberon, rappresenta un alimento completo, per qualità degli ingredienti e calorie (due pasti di latte con biscotti coprono i fabbisogni calorici di tutta la giornata). Pertanto si tranquillizzi, lasci che mangi o non mangi quello che vuole, perché l’essere agitata e preoccupata al momento dei pasti è la cosa peggiore che si possa fare: i bambini percepiscono immediatamente lo stato d’animo ansioso della madre che, paraddosalmente, può diventare per molti la causa prima del blocco dell’appetito. Di fatto, a volte l’ora dei pasti è l’unico momento della giornata nel quale la mamma buona e rassicurante diventa “cattiva”, non più tranquillizzante e comprensiva, come ogni bambino vuole che sia e su cui sa di poter contare. La invito dunque a vivere con serenità il rapporto della sua bambina con il cibo: è quanto di meglio possa fare per renderlo equilibrato, come è importante sia. Con cordialità.
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