Non fa niente se al nido il bambino si rifiuta di mangiare: bisogna dargli tempo di accettare la novità anche sul fronte dei pasti. Nel frattempo meglio non insistere perché inghiotta il cibo contro la sua volontà.
Una domanda di: Anna Buonasera, mia figlia è un mesetto che frequenta l’asilo nido ora siamo arrivati al punto che si è adattata. Ora ho difficoltà sul pranzo lei è un mese che non mi mangia a scuola: cosa posso fare per farla adattare Grazie.
Angela Raimo
Cara mamma, per la sua domanda c’è solo una risposta sensata: niente, non deve fare niente, se non portare un pochino di pazienza. La sua bambina va al nido da appena un mese e lei stessa afferma che si è già adattata: direi che può già essere molto contenta del risultato, non tutti i bambini accettano volentieri il distacco dalla mamma così presto. Le dia tempo, per l’adattamento completo – lei si contraddice un po’, infatti prima afferma che la bambina si è adattata poi chiede cosa fare per farla adattare – è questo che serve. Lei non scrive neanche l’età di sua figlia, tuttavia se frequenta il nido presumo che abbia meno di due anni, cerchi di non nutrire troppe aspettative nei suoi confronti, è davvero piccola questa bambina. Se non mangia al nido non importa, mangerà di più a cena a merenda e a colazione (l’espressione “non mi mangia” che lei ha usato mi ha molto colpita, mi permetto di ricordarle che sua figlia non mangia per lei, per fare un favore a lei). I nostri bambini non rischiano di morire di fame, né di andare incontro ai pericoli della denutrizione: se anche per cinque giorni alla settimana sua figlia salta il pranzo creda non le accadrà nulla di grave. Peggio sarebbe insistere, costringerla a mangiare: meglio assecondarla , con il trascorrere dei giorni imparerà a pranzare anche solo per imitare gli amichetti. Mi permetto di aggiungere che non si può pensare che tutto fili lisci quando un bambino inizia a frequentare il nido, qualche intoppo va messo in conto, perché solo così, senza avere la pretesa di un inserimento perfetto, ci si mette al riparo dalla frustrazione che deriva dal trovarsi davanti a una circostanza più critica di quanto ci si aspettava. Ripeto, dia dunque tempo alla sua bambina e creda, per l’equilibrio emotivo di entrambe, cerchi di vivere questa nuova esperienza con più leggerezza, in modo meno cupo da quello che traspare dalla sua email, per evitare di trasmettere alla bambina il messaggio che andare al nido non è una bella avventura. Cordialmente.
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