Bimba che all’asilo non vuole pranzare: come comportarsi?

Dottoressa Luisa Vaselli A cura di Luisa Vaselli - Dottoressa specialista in Psicologia Pubblicato il 02/10/2023 Aggiornato il 10/03/2026

Se nei primi tempi di frequentazione dell'asilo un bambino si rifiuta di mangiare è opportuno non insistere, nella certezza che prima o poi, anche grazie all'emulazione, si convincerà a pranzare con gli amichetti.

Una domanda di: Anna
Mia figlia a 2 anni e è un mesetto che ha iniziato l’asilo nido e sono tre settimane che ha iniziato a mangiare a scuola, però in queste tre
settimane Lei mi ha rifiutata sempre del cibo non vuole più socializzare non vuole giocare né mangiare e piange. Prima di iniziare la fase del cibo lei
usciva da scuola alle 11:30 la maestra mi ha consigliato di ritornare di nuovo a riprenderla alle 11:30.
Volevo un consiglio se faccio bene a riprendermela alle 11:30 o continuare
fino all’1:30, anche se lei rifiuta il pranzo, grazie.

Luisa Vaselli
Luisa Vaselli

Salve,
l’ingresso a scuola è un grande cambiamento per i bambini, le loro reazioni sono le più disparate: risvegli notturni, capricci, rifiuto del cibo; vivono un momento particolare, il loro primo distacco da casa, ed hanno bisogno di rielaborarlo, ognuno con i propri tempi.
Di solito si cerca di non tornare sulle decisioni prese; ritornare all’uscita anticipata potrebbe dare alla bambina un potere decisionale che non è in grado di gestire, o rafforzare il suo rifiuto nei confronti del cibo.
Sarebbe importante capire a cosa è dovuto il suo disagio dato che sembra legato al momento del pasto, quali differenze possiamo individuare nel pasto consumato a casa? Il comportamento richiesto a scuola in cosa differisce da quello a casa? Il cibo consumato è di suo gradimento? Quali regole sono stabilite a scuola? Piange e non socializza quando vanno a tavola?
Se la bambina rifiuta il pranzo una cosa fondamentale è quella di non sostituirlo con una merenda golosa, sarebbe meglio una merenda meno appetibile.
Sarebbe importante un gioco di squadra con le educatrici, magari accordarsi con loro che non obblighino la bambina a finire il pasto, lasciarle il piatto e se non mangia toglierlo serenamente, la piccola non deve sentire la pressione di mangiare o meno, tutto l’interesse dell’adulto per il cibo raggiunge l’obbiettivo della piccola nell’attirare maggiormente l’attenzione su di sé e può diventare un circolo vizioso. Tranquillizzi le educatrici (che peraltro dovrebbero essere preparate ad affrontare queste piccole grandi crisi), e spieghi loro che non sarebbe opportuno tornare indietro, bisogna solo affrontare con serenità la situazione, se non mangia mangerà. Ha solo bisogno di dolcezza, comprensione e serenità. Pensi che se lei fosse un’impiegata e la promuovessero come direttrice vorrebbe tornare indietro? Anche con ansia, paura continuerebbe a crescere.
A casa potete giocare alla mensa con bambole e peluche e vedere come reagisce la piccolina, attraverso il gioco spesso i nostri piccoli ci raccontano tutto quello che non riescono a fare a parole. Mi tenga aggiornata, se lo desidera. Cari saluti.

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