Bimba che dopo una malattia rifiuta la mamma

Dottoressa Angela Raimo A cura di Angela Raimo - Dottoressa specialista in Psichiatria Pubblicato il 16/12/2022 Aggiornato il 19/03/2026

Non è così automatico che i figli piccoli preferiscano la mamma, in quanto donna che li ha messi al mondo, a tutte le altre figure che si prendono cura di loro.

Una domanda di: Valentina
Buongiorno, mia figlia ha 8 mesi e ultimamente ha dei momenti in cui vuole stare solo con il padre o il nonno ed io come madre ci soffro molto perché se la prendo in braccio o provo a farla giocare piange incessantemente non so a cosa sia dovuta questa cosa e se sia normale. Attendo un vostro riscontro per poter capire come e se si può intervenire. Seconda email: la mia bambina ha 8 mesi non ha mai avuto problemi a stare con me (mamma) o con il papà. Da settimana scorsa che è stata malata sembra che ora voglia stare solo con il papà e se la prendo io in braccio piange (pianto incessante e non si fa consolare) soprattutto se vede il papà in casa. Io mi sento davvero mortificata e affranta perché la vivo come un rifiuto. Cosa posso fare? Grazie mille

Angela Raimo
Angela Raimo

Cara mamma, non è la bambina che deve creare un rapporto con lei ma lei con la bambina. È un’idea diffusa ma errata che i figli piccoli in automatico preferiscano la mamma, in quanto donna che li ha messi al mondo, a tutte le altre figure che si prendono cura di loro. In realtà la relazione affettiva si costruisce giorno dopo giorno, momento dopo momento, carezza dopo carezza, bacio dopo bacio, ed è possibile che accada che un bambino si senta più sicuro, protetto, accudito dal papà, dal nonno, dalla nonna e anche da una tata che non dalla madre. Succede e bisogna metterlo in conto. Sta a lei ora costruire un legame affettuoso e saldo con la sua piccola, mettendo da parte ogni competizione nei confronti del papà e del nonno e prendendo le distanze dai sentimenti negativi che confida (si definisce mortificata e addirittura affranta) e che la spingono a concentrarsi su se stessa e sulla sua frustrazione, mentre la sua attenzione dovrebbe essere rivolta alla bambina, alle sue necessità. Lei ha scritto tre diverse email (ne pubblichiamo solo due), aggiungendo ogni volta dettagli che sono significativi. Dice che questo rifiuto nei suoi confronti è iniziato da quando la bambina è stata malata: forse in quei giorni lei è andata a lavorare e della bimba si sono occupati il papà e il nonno? Se così fosse stato, avremmo già la spiegazione dell’atteggiamento attuale della sua piccola e anche di questo suo sentirsi in colpa che traspare dalle sue parole. Se questa mia ipotesi è corretta, la prego cerchi davvero di lasciarsi alle spalle qualunque rimorso, serve solo a tormentarsi e a farsi del male, mentre quello che ora è importante per il legame con sua figlia è la sua serenità. Ricordi: se la mamma sta bene anche il bambino (la bambina) sta bene. Il mio consiglio è di cominciare fin da subito a dedicarsi con gioia alla sua piccola: le canti delle canzoncine, balli a suo di musica tenendola in braccio, le faccia un bagnetto dopo aver riempito la vasca di giocattoli acquatici e di vasetti per i travasi. La coccoli molto mentre l’asciuga, parlando teneramente, faccia il gioco del cucù (importante a otto mesi per far capire che la mamma anche se sparisce torna sempre) e poi le dia la pappa con gesti affettuosi. Vedrà che tutto si aggiusterà in fretta e lei ricomincerà a sentirsi importante (come di fatto è) per la sua piccina. Cari saluti.

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