Bimba che fatica ad addormentarsi: le si può dare la melatonina?
Dormire è fondamentale per tutti, ma in particolare per i bambini: cercare un rimedio contro un eventuale disturbo del sonno è dunque opportuno.
Una domanda di: Laura
La mia bimba la sera fa fatica ad addormentarsi anche dopo il biberon di latte delle ore 21. Volevo sapere se la melatonina può essere di
aiuto e se una neonata la può prendere (per esempio, in gocce). Grazie.

Francesco Peverini
Dormire è fondamentale, a tutte le età.
Una delle spiegazioni più recenti e interessanti del perché abbiamo bisogno di dormire si basa su ricerche che dimostrano come il sonno sia correlato ai cambiamenti nella struttura e nell’organizzazione del cervello; questo fenomeno, noto come plasticità neuronale non è del tutto compreso, ma sta diventando chiaro come il sonno possa giocare un ruolo fondamentale nello sviluppo del cervello nei neonati e nei bambini piccoli.
I neonati passano addormentati dalle tredici alle quattordici ore circa al giorno, e quasi la metà del tempo è spesa in una fase specifica del sonno definita sonno REM.
Intorno ai due-tre mesi di età si sviluppa una maggiore sensibilità a stimoli come luce e buio, e una graduale transizione dal modello di sonno del periodo neonatale a un modello caratterizzato da periodi più lunghi di veglia diurna e notturna (o almeno, si spera per i genitori).
Tra i sei e i nove mesi di età, la maggior parte dei neonati inizia a dormire tutta la notte, di norma per un periodo di dieci-dodici ore, più due o tre sonnellini diurni che rappresentano altre due-quattro ore di sonno totale giornaliero.
La durata totale del sonno diminuisce pertanto nel corso del primo anno di vita, al termine del quale i bambini mostrano significativi incrementi del periodo di sonno
notturno rispetto al diurno, una diminuzione nel tempo trascorso nella loro culla e una riduzione dei risvegli notturni.
Se un piccolo non dorme abbastanza o non si addormenta serenamente, dobbiamo tenere conto di possibili cause mediche legate a risvegli o al mancato addormentamento, come il russamento, l’ipertrofia delle adenoidi e delle tonsille, digestione faticosa, oppure abitudini familiari in grado di interferire con il passaggio da veglia a sonno nel bambino, tutti argomenti che è meglio discutere con il proprio pediatra.
Alla luce di tali considerazioni, una volta escluse cause organiche per la fatica ad addormentarsi o a mantenere il sonno, una sostanza come la melatonina (appunto pisolino gocce, 2 gocce un’ora prima dell’orario previsto per dormire) può aiutare – per un breve periodo – ad aumentare la propensione al sonno del bambino, ricordando sempre che ogni aiuto dato senza diagnosi può coprire sintomi di piccoli disturbi che invece bisognerebbe individuare. Con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
25/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano A fronte di un disturbo del sonno che peggiora sensibilmente la qualità della vita dell'intero nucleo familiare (incluso, naturalmente, il bambino), in prima battuta è necessario escludere la presenza di un problema di natura fisica, come, per esempio, la celiachia. »
26/05/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Leo Venturelli Un'infezione intestinale può causare disagio a un lattante, il quale, in effetti, proprio per questo può manifestare nervosismo e facile irritabilità per vari giorni. »
07/04/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Il bisogno di toccare i capelli della mamma per rilassarsi esprime anche il desiderio di un contatto intimo e stretto da cui trarre rassicurazione. Meglio non sottrarsi alla richiesta, anche quando accontentarla a volte diventa un peso. »
22/11/2024
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Michela Carmignani Anche a 15 mesi il bambino deve essere contenuto e guidato con un atteggiamento affettuoso, ma deciso, che non lasci spazio a tentennamenti, a cedimenti, a negoziazioni, quando si tratta di rispettare poche regole, semplici e giuste. »
06/10/2024
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Gradualmente è opportuno che un ragazzino già gradicello perda l'abitudine di rilassarsi toccando le orecchie della madre: se ha bisogno di questo rito per addormentarsi o allentare la tensione deve imparare a toccare le proprie. »
Le domande della settimana
16/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Fabrizio Pregliasco In medicina il rischio zero non esiste, ma per fortuna le mamme non immuni alla toxoplasmosi ogni mese ripetono il test.
»
14/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori È possibile che un sanguinamento che si protrae nel secondo trimestre di gravidanza, nonostante tutto stia procedendo bene, sia in relazione con l'infezione da Candida. »
14/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori In gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, è sconsigliabile assumere i FANS (farmaci antiinfiammatori non steroidei) alla cui categoria appartiene anche il principio attivo ketoprofene. »
13/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Marcello Orsi Nelle primissime fasi del concepimento vale la regola del tutto o del nulla: se un'irradiazione danneggia l'ovocita, la gravidanza non si avvia, se inizia significa che non c'è stato un danno cellulare rilevante. »
10/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elsa Viora Prima di ipotizzare come procederà la gravidanza in caso di liquido amniotico scarso, bisogna appurare perché è di meno rispetto alla norma. »
Fai la tua domanda agli specialisti