Bimba che graffia durante le coccole

Dottoressa Luisa Vaselli A cura di Luisa Vaselli - Dottoressa specialista in Psicologia Pubblicato il 10/04/2018 Aggiornato il 11/06/2026

Nella prima infanzia, i comportamenti raccontano con grande eloquenza i sentimenti da cui traggono origine. Certi modi aggressivi possono essere l'unico modo per dire "basta" di cui dispone una bambina che ancora non possiede la padronanza del linguaggio.

Una domanda di: Serena
Salve, sono una mamma di 28 anni ho una bambina di 1 anno. E’ da un mesetto che tira graffi a me o al padre anche quando la stiamo coccolando o stiamo giocando. Ho letto da molte parti che quando la bambina diventa aggressiva e perché magari vuole attenzioni, ma se noi le attenzioni già le diamo cosa stiamo facendo di sbagliato? La mia reazione dopo i graffi è smettere di giocare e con tono di voce fermo e con il dito le dico che “non si fa”, ma risultati non ne vedo. Aspetto con ansia risposta.
Grazie mille.

Luisa Vaselli
Luisa Vaselli

Cara mamma,
la sua risposta al comportamento della bambina è proprio quella da tenere: il suo istinto è stato un ottimo consigliere.
Per quanto riguarda l‘“aggressività “ della piccola bisogna sempre tenere presente che “comportamenti rabbiosi” non esprimo che il bambino abbia un indole cattiva o sia mosso da un’autentiva volontà di fare del male. Certe modalità sono l’unico modo che hanno per manifestare il loro disappunto e così è fino a quando non viene in loro aiuto il linguaggio. L’agito (l’azione) è l’unico mezzo di cui i bambini si possono servire prima di padroneggiare le parole. Lei scrive che la sua piccola graffia anche in fase di coccole e gioco; mi viene da pensare che sia questo il suo modo di dire “basta, mi sono stancata, non voglio più continuare!” Che ne dice, cara mamma? Potrebbe essere che non abbia più voglia di fare quel gioco?
Fondamentale è osservare il comportamento per leggerci le emozioni da cui trae origine. Lei potrebbe provare a dire: “Forse non hai più voglia di coccole, va bene smettiamo, ma i graffi non si danno, non mi piace questo comportamento”. Provi dunque a valutare la possibilità che la bambina graffi per dirvi qualcosa di preciso e vedrà che troverà la risposta ai suoi dubbi Un genitore intuisce quasi sempre gli stati d’animo dei figli, che magari ai figli stessi sfuggono, e il loro compito è di aiutarli a dare un focalizzarli e a dare loro un nome.
La rabbia è una forma di autoaffermazione: è la prova che il bambino tiene a se stesso e non è disposto a subire: in questo senso è un sentimento “buono” che però a poco a poco il bambino deve imparare a controllare (con l’aiuto di mamma e papà). La rabbia è anche un modo per chiedere aiuto, un segnale di sofferenza; ma è anche uno strumento per saggiare i propri limiti (che devono essere i genitori a indicare). Con cordialità.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Bimbo di sette anni che sfida continuamente la mamma

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Non si può permettere a un bambino di tenere sotto scacco i genitori, disobbedendo e facendo sempre e solo di testa propria. Contenerlo con dolce fermezza è la priorità assoluta.   »

Educazione di una piccina: quali istruzioni vanno seguite?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

I bambini non sono robot: non ci si può aspettare che basti impartire una semplice dritta per ottenere i comportamenti desiderati.   »

Lockdown, com’è difficile gestire i bambini!

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Luisa Vaselli

Il lungo periodo dell'isolamento è stato spesso pesante per i genitori, che non di rado ora si trovano alle prese con bimbi improvvisamente più disobbedienti e capaci di grandi marachelle.  »

Come insegnare le regole a un bimbo di tre anni?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Ridimensionare le aspettative, armarsi di grande pazienza, dare il buon esempio: ecco cosa serve per educare un bambino.  »

Bimba che rifiuta la mamma

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

E' importante capire da cosa nascono gli atteggiamenti di rifiuto e ribellioni del bambino, ma lo è altrettanto impedirgli, con affettuosa fermezza, di compiere gesti aggressivi nei confronti dei genitori.   »

Le domande della settimana

Ciuccio: che fare se il bimbo non lo vuole più, ma senza urla e fatica ad addormentarsi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Se il ciuccio viene rifiutato, può essere sostituito da un altro oggetto consolatorio, come un pezzo di stoffa impregnato dall'odore della mamma.  »

Macchie in viso lasciate dall’herpes zoster: si può fare qualcosa?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floria Bertolini

I segni che l'infezione da herpes zoster (responsabile della varicella) possono essere così marcati da risultare non completamente eliminabili con i mezzi di cui, almeno per ora, si dispone in ambito medico.   »

Test di gravidanza positivo: che fare subito dopo?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La prima cosa da fare quando si scopre la gravidanza è fissare un appuntamento con il ginecologo per la prima visita e la prima ecografia.   »

Regressioni varie all’inizio della scuola materna: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Non sorprende che un bambino abbia bisogno di un po' di tempo per adattarsi alla novità rappresentata dalla scuola materna, quindi la cosa migliore da fare è avere pazienza nella certezza che ogni singola regressione dei primi giorni si risolverà in modo spontaneo.   »

Cortisonico in spray prescritto in gravidanza per una forte rinite: può essere pericoloso?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Il mometasone assunto sotto forma di spray nasale entra in circolo in quantità davvero minime, quindi è senz'altro opportuno impiegarlo quando il medico ritiene strettamente necessario prescriverlo.   »

Fai la tua domanda agli specialisti