Bimba che ha sempre la tosse: è la SIRT

Professor Giorgio Longo A cura di Professor Giorgio Longo Pubblicato il 11/03/2022 Aggiornato il 23/03/2022

La Sindrome da Ipersensibilità dei Recettori della Tosse, caratterizzata dalla frequente comparsa di una tosse violenta e incessante, è senza dubbio psicologicamente impegnativa per i genitori eppure, contrariamente a quel che si potrebbe pensare, è di facile riscontro nei bambini forti e sani.

Una domanda di: Carmela
Salve Professore, mi ha dato il suo riferimento la mia pediatra. Mia figlia 4 anni, ha spesso episodi di SIRT, inizia con tosse secca, poi grassa, poi SIRT e poi la maggior parte delle volte sfocia in bronchite, vederla soffrire per settimane come genitori ci distrugge, anche perchè poi si finisce all’antibiotico, quindi a volte mi domando il senso di tutto questo. Noi viviamo a Cesena, mia figlia ha fatto già i primissimi test allergici anno scorso, ma la dottoressa mi consiglia di venire a Trieste da lei perchè secondo lei potrebbe essere collegato ad un problema di allergia (il padre era allergico). Possibile che nulla possa sedare questa tosse incessante? Lei sta male per 4 giorni in genere. Siamo anche in cura da un otorino perchè ha le adenoidi infiammate, purtroppo in non la vedo mai col naso colante muco verde e quindi lei butta tutto giù. Cosa posso fare? Mi hanno detto che affinché i test sia attendibili bisogna aspettare 5 – 6 anni. Cosa mi consiglia? Grazie
Giorgio Longo
Giorgio Longo

Cara signora, la pediatra che le ha parlato della SIRT (Sindrome da Ipersensibilità dei Recettori della Tosse) evidentemente conosce bene il problema e non credo sia utile che Lei venga fino a Trieste per far visitare la bambina. Anche perché il bambino che è affetto da questa particolare tosse per il resto sta bene, non è allergico, non è asmatico e non ha nulla che si possa vedere, o capire, con una visita e, tanto meno, con accertamenti diagnostici (come i test allergici, o altro). La tosse da SIRT ha delle caratteristiche uniche che la rendono inconfondibile per la sua intensità e il disturbo che arreca al bambino e alla famiglia. Si tratta infatti di una tosse insistente, stizzosa, autoamplificante, (per questo detta anche “la tosse che fa tosse”: più tossisce più gli vien da tossire ), più importante e disturbante al coricamento, spesso tanto forte da provocare il vomito. Una tosse che compare ad ogni ricorrere delle banali e inevitabili infezioni respiratorie virali dell’età prescolare. Usualmente il bambino comincia a esprimere questa tosse a cavallo dei tre anni di età e poi la mantiene per tutta l’età prescolare, con riduzione e progressiva scomparsa con l’avanzare dell’età della scuola. Pur “terribile” è però una tosse che nella sua espressione più impegnativa e caratterizzante (quella secca, squassante, a timbro tracheale, che non fa dormire, né il bambino, né i familiari) non persiste per più di 2,3, 4 giorni. Poi segue una fase di tosse “grassa”, catarrale, usualmente di breve durata e spontanea risoluzione. Quello che rende singolare e pesante il problema del bambino con la SIRT è che la tosse si ripresenta inesorabilmente con la stessa intensità al ricorrere di ogni raffreddore (non fa mai sconti), ma anche, e soprattutto, il fatto che nessuna terapia risulta realmente efficace (sedativi della tosse, cortisonici per via orale o aerosol , broncodilatanti, antibiotici); tutto risulta inutile sia in fase acuta che come trattamento di prevenzione. Alla fine non resta che adottare semplici interventi di buon senso (i consigli della nonna): come offrire il latte caldo con il miele, arieggiare e rinfrescare bene la stanza, far dormire il bambino sollevato con due cuscini. Le ho raccontato tutto questo perché, se si ritrova in quanto ho scritto, non c’è proprio motivo di portarmela in visita a Trieste. Ne riparli con la sua pediatra. Per finire non le nascondo che per un genitore gestire gli episodi acuti della tosse da SIRT non è certo facile, tuttavia la cosa più importante da sapere è che non si tratta di una malattia, ma soltanto di una singolare eccessiva sensibilità dei recettoriale della tosse che è probabilmente indotta dalle stesse infezioni virali e interessa, più o meno, 5 bambini su 1000. Tuttavia, avere i recettori più sensibili agli stimoli irritativi (infezioni virali, ma anche odori pungenti, aria fredda, fumo etc.) non deve essere visto come un segno di debolezza, ma esattamente il contrario, perché la tosse è la difesa più importante per i nostri bronchi e polmoni e più si tossisce più li si tiene lontani e sgombri dai “nemici”. Non a caso questi bambini sono usualmente esenti da problemi respiratori di altro tipo. In altre parole sono i bambini più forti, non i più gracili, e come tali, pur con il loro facile tossire, non richiedono nessuna precauzione: possono correre giocare e stare al freddo come, se non più, di ogni altro bambino. Mi raccomando.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Distacco amniocoriale: tanti dubbi dopo la diagnosi.

23/05/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Il distacco tra le due strutture che costituiscono la placenta, il sacco amniotico e il sacco coriale ("guscio" della camera gestazionale), non coincide con il distacco della placenta, molto più grave.   »

Quali regole per prevenire la toxoplasmosi?

19/05/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Le regole che consentono di evitare il contagio da parte del Toxoplasma sono semplicissime ed efficaci.   »

Bimbo di sette mesi con un “buchetto” sopra il sederino: è preoccupante?

16/05/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Alessia Bertocchini

La presenza di una fossetta sacro-coccigea a fondo cieco, se non è associata ad altri segnali che possano far pensare a un problema della colonna vertebrale, non è significativa.   »

Fai la tua domanda agli specialisti