Non solo la bambina ma anche la mamma deve guardare al nido come a un'occasione piacevole: qualsiasi tentennamento o dubbio dei genitori, espresso a parole o con particolari atteggiamenti, può indurre il bambino a rifiutare con forza la novità.
Una domanda di: Rita Ho una bambina di 2 anni: l’ho iscritta per la prima volta al nido e sto facendo l’inserimento. I primi giorni stava tranquilla ed era anche contenta, ma quando ho cominciato a lasciarla un po’ di più ha cominciato piangere ed ora ogni volta che andiamo all’asilo non vuole entrare, non mi vuole lasciare e piange perché vuole andare via. Cosa posso fare? E’ giusto continuare a
portarla o la devo ritirare e la iscrivo il prossimo anno?
Leo Venturelli
Gentile signora,
è normale un rifiuto del nido specialmente nell’età della sua piccola, definita eloquentemente “epoca dei no”. Ma la prima a essere convinta a mandarla al nido (dopo aver appurato che il personale sia accogliente, competente e l’ambiente sia sereno) è lei come mamma. Perché se appena la piccola capta che ci sono perplessità o tentennamenti o ripensamenti da parte del genitore, vuoi per il tipo di atteggiamento tenuto vuoi perché sente qualche discorso in merito fatto con il papà, con la nonna, con un’amica, la resistenza può diventare insuperabile.
Premesso questo, la scelta va fatta considerando la voglia della piccola di socializzare, quanto otrebbe annoiarla trascorrere tutta la giornata con una sola persona (mamma, nonna o baby sitter che sia). In altre parole, se la bambina apprezza la compagnia e gioca volentieri con gli altri bambini, non demorda e insista anche davanti alle difficoltà che sta incontrando nell’inserimento.
Ovviamente magnificare il nido, sottolineando più e più volte con la sua bambina quanto sia bello avere dei coetanei con cui giocare. Se invece la bambina non è (ancora) interessata agli amichetti, continua a disperarsi nel momento del distacco o ancora prima di entrare e, allo stesso tempo, lei può tenerla a casa, rimandi a più avanti l’ingresso al nido, magari accompagnandola una-due volte alla settimana, per qualche ora, in una ludoteca, dove potrà giocare e socializzare con altri bambini senza separarsi dalla mamma. Con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
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