Bimba che si sveglia spesso di notte (e mamma stanchissima)

Professor Francesco Peverini A cura di Francesco Peverini - Professore specialista in Medicina generale Pubblicato il 23/04/2020 Aggiornato il 21/04/2026

A fronte di frequenti risvegli notturni in una bimba allattata al seno, si deve prima di tutto accertare che la quantità di latte assunta nell'arco dela giornata sia adeguata al suo fabbisogno.

Una domanda di: Alessandra
Ho una bambina che sta per compiere 4 mesi di vita. Vi scrivo per alcuni dubbi circa il suo sonno. Nel primo mese ovviamente si svegliava
spesso durante la notte, piangendo per la fame, o la sete, o la noia, o le coliche, insomma, come tutti i neonati. Ed era un’impresa farla
addormentare! Latte, culla e ninna nanna non bastavano mai. Intorno poi alla metà del secondo mese, ha preso il via una seconda fase che tutto sommato
non ci dispiaceva affatto: verso le 18 iniziava ad essere super nervosa, non c’era verso di calmarla, ma appena dopo il bagnetto e le poppate, intorno alle
22, chiudeva gli occhietti e non la si sentiva più prima di 7/8 ore. Che belle dormite! Ma al terzo mese ha cominciato una terza fase che da madre
lavoratrice che allatta al seno mi sta stroncando: di notte si sveglia letteralmente ogni 1/2 ore, si attacca al seno il suo quarto d’ora per poi
tornare a dormire, e così via per tutta la notte. Non piange, per carità, ma non dormo più! Perché? Cosa posso fare? Grazie.

Francesco Peverini
Francesco Peverini

Gentile signora,
durante le prime settimane di vita i neonati utilizzano circa il 65 per cento del loro tempo per dormire e mostrano un modello di ritmo sonno-veglia definito polifasico: brevi periodi di sonno e di veglia. Al secondo mese di vita appare un iniziale ritmo giornaliero sonno-veglia, con maggiore quota di sonno durante la notte rispetto al giorno; tuttavia, il sonno del lattante è ancora molto influenzato e governato da due istintive e fondamentali necessità: la fame e la sazietà. Inoltre, a causa delle necessità legate all’alimentazione, i periodi di sonno si alternano approssimativamente ogni tre ore. La melatonina è l’ormone che contribuisce a stabilire il ritmo sonno-veglia e nel soggetto adulto viene prodotta principalmente di notte: il neonato, invece, non la sintetizza autonomamente ma la ingerisce attraverso il latte materno. La regolazione del ritmo sonno-veglia e l’evoluzione del ritmo definitivo del sonno iniziano infatti durante il primo anno di vita, grazie al rapporto con la madre. Ma vediamo cosa può accadere: il latte materno, assunto di giorno, contiene scarse quantità di melatonina mentre questa è a livelli massimi durante le ore notturne. Questa melatonina assunta la sera con il latte, potrebbe svolgere un ruolo importante sia nell’indurre un corretto ritmo giorno-notte nel bambino, sia nel ridurre la sua agitazione.
Appare quindi molto importante, per la mamma che allatta, seguire anche lei un corretto ritmo del sonno, evitando fonti di luce e stress la sera, per produrre giuste quantità di melatonina ed entrare in sintonia con le necessità del bambino. Una particolare irrequietezza notturna, con frequente richiesta da parte del bambino di latte, potrebbe essere legata a necessità relative a ciò che si assume con il latte materno: non solo “cibo”, ma anche ritmo sonno-veglia per lui e la mamma.
Fatte salve le condizioni in cui non arrivi la giusta quantità di latte o siano presenti disturbi legati all’alimentazione della piccola o richieste di acqua, elementi che richiedono comunque una valutazione del pediatra di famiglia, la vita stancante della mamma, sottoposta a quello stress che la vita di tutti i giorni ci fa facilmente immaginare, potrebbe anch’essa giocare un ruolo nella situazione descritta.
Queste manifestazioni potrebbero così far ipotizzare, più che un disturbo del sonno a se stante, una condizione legata a stress che altera progressivamente l’equilibrio del sonno materno e di conseguenza, nel tempo, quello della bambina.
Un caro saluto.

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