A cura di “La Redazione”Pubblicato il 28/05/2018Aggiornato il 10/06/2026
Seguire un rituale della nanna può a poco a poco abituare la bambina ad addormentarsi anche senza attaccarsi al seno.
Una domanda di: Eliana Salve, mia figlia ha sei mesi e senza seno è un’impresa quasi impossibile farla addormentare, vorrei che imparasse a prendere sonno da sola, o per lo meno senza il bisogno del seno. Cosa posso fare? Ci sono dei metodi efficaci?
Leo Venturelli
Cara mamma, l’unico modo che può funzionare è sostituire il seno con un rituale dell’addormentamento. Non metta a dormire la sua piccola subito dopo cena, ma attenda almeno una mezzora. Poi la corichi nel lettino, accenda una piccola luce, azioni magari un carillon, e le stia vicino, ponendole una mano sul viso o sulla testina. Nelle due ore che precedono il momento della nanna, faccia in modo che non si agiti: in casa tenete la voce bassa e la luce non troppo violenta. Mentre la cambia e le mette il pigiamino in vista della nanna, le parli con dolcezza, a ritmo un po’ monotono. Eventualmente, anziché offrirle il seno, le dia poca acqua, questo vale specialmente se si sveglia di notte. Fermo resta che occorre armarsi di pazienza: i risultati possono farsi attendere un po’. Con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
A fronte di un disturbo del sonno che peggiora sensibilmente la qualità della vita dell'intero nucleo familiare (incluso, naturalmente, il bambino), in prima battuta è necessario escludere la presenza di un problema di natura fisica, come, per esempio, la celiachia. »
Un'infezione intestinale può causare disagio a un lattante, il quale, in effetti, proprio per questo può manifestare nervosismo e facile irritabilità per vari giorni. »
Il bisogno di toccare i capelli della mamma per rilassarsi esprime anche il desiderio di un contatto intimo e stretto da cui trarre rassicurazione. Meglio non sottrarsi alla richiesta, anche quando accontentarla a volte diventa un peso. »
Anche a 15 mesi il bambino deve essere contenuto e guidato con un atteggiamento affettuoso, ma deciso, che non lasci spazio a tentennamenti, a cedimenti, a negoziazioni, quando si tratta di rispettare poche regole, semplici e giuste. »
Gradualmente è opportuno che un ragazzino già gradicello perda l'abitudine di rilassarsi toccando le orecchie della madre: se ha bisogno di questo rito per addormentarsi o allentare la tensione deve imparare a toccare le proprie. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »