Non di rado, il vero problema è rappresentato non già da quello che il bambino ancora non sa fare ma dalle troppe aspettative che i genitori nutrono nei confronti delle sue capacità.
Una domanda di: Telma Mia figlia ha 10 mesi però è nata a 35 settimane per rottura prematura delle membrane. A livello motorio è ok: gattona già da un mese e mezzo, si alza in piedi…adesso sta provando a spostarsi da in piedi. Ma a livello di linguaggio e di cognizione non so se devo preoccuparmi.
Lei ascolta tutto, osserva tutto soprattutto quando le si parla ma niente lallare. Vocalizza e basta. Se le dico “dov’è papà?” si gira verso suo padre, cosi anche quando sente il nome del cane si gira verso il cane e se la chiamo per nome, a meno che non sia concentrata a fare altro, si gira.
In compenso quando le chiedo di battere le mani (cosa che fa in autonomia) e le mostro come fare mi osserva studiandomi ma non imita, idem per fare ciao ciao con la manina. Non so se devo iniziare a preoccuparmi o è normale, è vero che ogni bimbo ha i suoi tempi, ma i suoi coetanei corretti mi sembrano un attimo più “avanti” a livello liguaggio/cognizione.
Angela Raimo
Cara signora,
se è esatto quello che descrive credo non abbia motivo di preoccuparsi. Non so che termini di paragone lei abbia, né quanti coetanei di sua figlia lei frequenti per poter dire che sono più avanti di lei nello sviluppo cognitivo, ma non credo che a 10 mesi questi bambini con cui lei fa il confronto abbiano maturato chissà quali abilità. Lei sta parlando di una bambina ancora piccolissima, forse il problema vero (e da non sottovalutare) sta nelle sue aspettative: una buona idea potrebbe essere quella di documentarsi sulle tappe dello sviluppo infantile in modo da avere un quadro più chiaro di quello che può fare o non fare sua figlia. Detto tutto questo, mi chiedo se il pediatra ha avanzato o no delle perplessità sullo sviluppo di questa bambina: lei non fa parola di questo ma guardi che è estremamente importante il giudizio del medico che efefttua mese dopo mese i controlli e che ha modo di valutare "in presenza" i comportamenti di sua figlia. Il mio consiglio, se ha dei dubbi, è di parlarne francamente con il suo pediatra al quale spetta stabilire se sia opportuno o no chiedere il parere di un neuropsichiatra infantile. Sottolineo che il mio è solo uno scrupolo, perché per mia abitudine non mi piace sottovalutare le preoccupazioni delle mqmme anche quando, come in questo caso, ritengo che non abbiano ragione di essere. Cari saluti.
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