Bimba di 15 mesi che sta attaccata al seno tutta notte (e mamma che non ce la fa più)

Dottoressa Angela Raimo A cura di Angela Raimo - Dottoressa specialista in Psichiatria Pubblicato il 30/10/2023 Aggiornato il 10/03/2026

Quando l'allattamento si trasforma in un incubo perché il bambino, già svezzato e già grandicello, vuole succhiare dal seno per l'intera notte, la mamma deve sottrarsi alla richiesta per salvaguardare la propria salute e il proprio equilibrio emotivo.

Una domanda di: Una mamma distrutta
Ho una bimba di 15 mesi che sta ancora continuamente al seno. Ho tentato di toglierle il seno, ma ho fallito. Ci tengo a precisare che attaccarla al seno anche durante il giorno è l’unico modo per fare addormentare la bambina, che ha l’associazione assoluta seno-nanna. E lei sta davvero attaccata per tutta la notte. Non riesco a riposare e appena le tolgo il capezzolo piange e sembra che qualcuno la stia uccidendo e inizia anche e allora presa dalla stanchezza la assecondo le do il seno e si riaddormenta. Fatto sta che stare nella stessa posizione per tutta la notte non è assolutamente facile. Sentirla ciucciare per ore e diventato fastidioso e perdere sonno che per me e benzina non è altrettanto facile. So che togliendoli i seno si sveglierà lo stesso in quanto sono risvegli fisiologici. Però tenerla tutta la notte attaccata al seno mi sembra esagerato e sono al limite. Non dormo ed il giorno magari mi ritrovo nervosa, poco paziente e non riesco ad organizzarmi in maniera equilibrata. Non so come fare. Fatto sta che la bambina rifiuta completamente il biberon/tazze/borracce con latte artificiale e non mangia mai come si deve. Stiamo ancora con creme e brodo e omogeneizzati. E dopo ogni pasto e delle volte anche prima mi cerca il seno. E io sono esausta, sto uscendo matta. E ora come ora sto iniziando anche ad odiare l’allattamento. Aiutatemi e datemi un consiglio utile davvero non so più dove sbattere la testa e come fare…

Angela Raimo
Angela Raimo

Cara mamma,
non mi meraviglia il suo stato d’animo esasperato, sarebbe da stupirsi del contrario visto come trascorre le notti e la conseguente deprivazione di sonno. Avere il sonno perennemente disturbato è terribile da sopportare e quel che è peggio potrebbe avere come conseguenza un franco disturbo dell’umore. Comprendo quindi perfettamente il suo sentire e lei ha più che ragione a cercare il modo per uscire da una situazione di fatto insostenibile. Sua figlia ha scambiato il suo seno per la tettarella di un ciuccio e questo non va affatto bene né è corretto continuare a incoraggiare una simile abitudine e a darle seguito. La stessa Organizzazione mondiale della Sanità sostiene che l’allattamento va proseguito, favorito, raccomandato dopo i primi sei mesi di vita solo se GRADITO a mamma e bambino, solo se entrambi desiderano andare avanti. Dunque anche la mamam deve desiderarlo ed è normale che sia così perché una delle poche certezze che abbiamo è che il bambino sta bene solo se la mamma sta bene.
Passiamo alla pratica, a come fare per smettere di allattare almeno di notte. Facile: non accontenti la richiesta, sia irremovibile. Può provare a fasciare il seno, perché può essere più semplice negarlo e quando la bimba lo cerca per conolarla della delusione la coccoli, la culli, l’abbracci, le dica paroline dolci, insomma le faccia sentire la sua presneza affettuosa e accudente. Potrebbe anche essere un’idea che per qualche notte lei venisse sostituita dal papà. In questo caso quando la bambina si sveglierà non reclamerà il seno in quanto sa bene che da lui non può aspettarselo. Metta comunque in conto che non sarà un processo facile, che ci vorranno un po’ di tempo e molta pazienza, ma non si scoraggi. Magari, se possibile fino a quando non riuscirà nell’intento, durante il giorno cerchi di affidare a una nonna, una zia, un’amica, una baby sitter la sua piccola per recuperare qualche ora di sonno.
L’indicazione è un po’ la stessa che si dà agli adulti che non sanno proprio dire di no e che vengono sfruttati da tutti anche a discapito della loro salute fisica e mentale, proprio per la loro incapacità di sottrarsi a una richiesta: dire di no, non fare una cosa che non ci si sente (più) di fare è molto semplice: basta dire di no, basta sottrarsi e in realtà non accade nulla di terribile, quando finalmente si prende una posizione del genere. Nel suo caso particolare, continuare ad allattare la bambina aprirebbe la strada in un futuro prossimo a scenario poco felice: potrebbe non riuscire più ad accudirla con affetto, pazienza, in modo gioioso e soddisfacente. Questo è un rischio che va evitato. Non esiti dunque a dire basta all’allattamento, la bambina è grandicella può benissimo farne a meno, mentre sarebbe ben peggiore per lei avere una mamma stravolta dalla stanchezza quindi priva di energie, irritabile, perennemente sotto stress. Mi scriva ancora se lo desidera, io sono qui e vorrei davvero essere riuscita a darle una mano.

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