Bimba di 18 mesi che reclama continuamente il seno
A cura di Leo Venturelli - Dottore specialista in Pediatria
Pubblicato il 07/06/2022
Aggiornato il 27/03/2026 Secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità, dopo l'anno di vita del bambino l'allattamento andrebbe continuato solo se gradito a entrambi. Se la mamma è stressata, stanca e non riesce più a reggere la frequenza delle poppate voluta dal figlio ha tutto il diritto di smettere.
Una domanda di: Giulia
Vorrei smettere di allattare. La bambina ora ha 18 mesi e per me è diventato molto stressante l’allattamento anche perché chiede “latte” a diritto. Lo sta richiedendo più adesso che mesi fa. Il problema è che non prende il ciuccio e se non l’accontento inizia a fare delle bizze tremendo urlando, dalla disperazione più volte ha vomitato. Richiede il seno anche la notte con diversi risvegli. Come potrei fare per smettere? Che tipo di latte potrei proporle? Grazie.

Leo Venturelli
Gentile signora, in primo luogo se è stanca di allattare, visti anche i ritmi con cui lo fa, è più che giusto che lei decida di smettere. Al riguardo, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, dopo l’anno di vita l’allattamento al seno va proseguito solo ed esclusivamente se è gradito sia alla mamma sia al bambino. Questo perché continuare ad allattare quando non se ne ha più voglia può essere più controproducente che utile ai fini della qualità della relazione mamma-bambino. Sarà però opportuno agire con gradualità: la frequenza delle poppate andrebbe diminuita ricorrendo a piccoli trucchi che riescano a distrarre la bambina dal desiderio di attaccarsi al seno. Di notte, per esempio, quando si sveglia può provare a cullarla, ad abbracciarla, a farle sentire il contatto fisico con lei, senza però offrirle il seno. In alternativa, le si può proporre un pochino d’acqua, usando il bicchiere. Lo stesso si può fare anche di giorno, se inizia a urlare pur avendo mangiato da poco e quindi senza la giustificazione della fame. Sempre di giorno, quando reclama la poppata e può davvero avere appetito, può offrirle, anziché il seno, pezzetti di frutta, anche mescolati a uno yogurt. Una volta imboccata questa strada, deve tergiversare ancora qualche giorno, dopodiché può fasciarsi il seno, avendo cura di spremere dal capezzolo qualche goccia di latte quando sente la mammella in tensione. Tenga presente che la produzione di latte tende a diminuire gradualmente se la ghiandola viene stimolata via via sempre meno. Per quanto riguarda il tipo di latte da usare, a 18 mesi può già proporre il latte fresco intero di latteria (il latte normale, insomma). La quantità massima da somministrare è di 500 ml al giorno (mezzo litro) che è bene non superare. Al latte può aggiungere orzo, cacao o cereali, a seconda delle preferenze della sua piccina. L’importante è offrirlo in tazza, mentre il biberon è da evitare. L’alternativa al latte, come già detto, è lo yogurt. Per finire, il fatto che la bambina oggi reclami più spesso la poppata rispetto a qualche mese fa non indica una regressione, ma esprime un maggiore bisogno di rassicurazioni, di sentire la vicinanza della mamma. Questa necessità può essere soddisfatta anche ad allattamento concluso, grazie a gesti affettuosi, alla condivisione di un gioco, alla lettura delle fiabe. Cari saluti.
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