Bimba di 18 mesi manesca: che fare?
A cura di Paola Rolando - Dottoressa
Pubblicato il 28/01/2020
Aggiornato il 19/02/2025 Tirare piccoli schiaffi a 18 mesi di vita si configura come un modo di comunicare, più che un'espressione di aggressività. Tuttavia, si tratta di un comportamento che va gestito in modo opportuno, affinchè piano piano venga abbandonato.
Una domanda di: Francesca
Ho una bimba di 18 mesi molto sveglia, sempre sorridente, socievole con tutti (adulti e bambini) ma da mesi tira dei piccoli schiaffi a chiunque. La sgrido sempre e ogni tanto capisce che è un atteggiamento sbagliato e dà un bacino ma poi riprende a farlo sorridendomi come per sfidarmi. Tutti mi dicono che è normale e passerà ma io mi sento come se fossi io ad insegnarle queste cose. Come posso farla smettere? Sono io a sbagliare metodo sgridandola e basta?

Paola Rolando
Gentilissima mamma, gli episodi di aggressività possono essere dovuti a situazioni di cambiamento oppure possono far parte del normale percorso di crescita. La separazione dei genitori, l’inserimento scolastico, un trasloco, la nascita di un fratellino o di una sorellina possono influire su un bambino e renderlo particolarmente aggressivo. Ma il comportamento della sua bambina, che lei stessa definisce “sempre solare e socievole”, non sembra destare preoccupazione. A mio avviso, la sua piccola di diciotto mesi è nella fase evolutiva in cui un normale atteggiamento di aggressività risulta fisiologico, oserei dire sano. A questa età e fino ai cinque anni circa, i comportamenti aggressivi sono un mezzo di comunicazione attraverso cui un bambino cerca di affrontare il mondo e interagire con l’ambiente, di affermarsi e attirare l’attenzione su di sé, differenziarsi dagli altri, far valere la propria presenza e unicità. Come se volesse dire: “Ci sono anch’io, esisto, consideratemi.” In ogni caso, che sia dovuta a cambiamenti o faccia parte del normale iter evolutivo, l’aggressività va sempre gestita e incanalata e fatta sfogare in modo innocuo attraverso lo sport, le attività creative, il gioco e con l’intervento dei genitori, i quali hanno il compito di aiutare il bambino a gestire le emozioni e a comportarsi e a interagire nel migliore dei modi all’interno di un contesto sociale. Pertanto, sarebbe bene: NON rispondere ad episodi aggressivi con altrettanta aggressività NON ricorrere alla violenza o ostilità di fronte ad episodi di rabbia NON colpevolizzare il bambino facendolo sentire cattivo NON ridere o prendere in giro il bambino durante i suoi momenti di rabbia NON sgridarlo, picchiarlo o urlare ( sortirebbe solo un effetto a catena senza fine e il bambino arriverebbe a credere che sia la strada giusta da seguire) Sì, invece, a gestire le sue emozioni, a comprendere il suo stato d’animo. Parlatele con dolcezza ed enfatizzate i momenti in cui dimostra di saper gestire la rabbia. Dedicatele attenzione e amore (non deve mai dubitare del vostro amore). Fatele capire che è il suo comportamento ad essere sbagliato non il bambino come persona. Cercate di essere genitori fermi e autorevoli e impartite sempre regole di comportamento precise, costanti, coerenti. Osservate anche il vostro comportamento come genitori perché, senza che ve ne rendiate conto, potreste esser voi stessi la causa della sua aggressività. Se voi siete agitati, nervosi, aggressivi il bambino percepisce le vostre emozioni negative e risponde di conseguenza, con lo stesso modo che inconsapevolmente gli state insegnando voi. Ogni occasione di vita con un bambino è buona per manifestargli amore e rassicurazione (e per offrirgli un buon esempio). Anzi, i momenti giusti spesso, sono proprio quelli che mettono più alla prova un genitore ma sono anche quelli che pongono le basi per un rapporto forte, empatico ed esclusivo. Con cordialità.
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