A volte l'agitazione di un bambino, la sua ribellione nei confronti della nanna, la richiesta costante di essere trasferito nel lettone in caso di risveglio notturno dipendono dall'atteggiamento della mamma che, sia pure in maniera inconsapevole, frena il figlio nel suo impulso di incamminarsi verso il prezioso traguardo dell'autonomia.
Una domanda di: Sonia Buongiorno dottoressa, avrei bisogno di un parere. Ho 2 bimbe una di quasi 3 anni e la più piccola di 19 mesi. Il problema sussiste con la piccola che da quando è nata faceva 10 o più risvegli a notte e allattando mi sembrava più o meno normale: vero anche che era sempre in braccio, ora che ha 19 mesi anche il farla addormentare è molto migliorato, il problema è che la bambina con me ci mette molto di più ad addormentarsi mentre col papà e i nonni non c’è questo problema. Cerco sempre di metterla nel lettino anzi lo fa mio marito perché con me si sveglia subito. Solo che poi dopo 2 ore si alza piangendo quindi la prendo e la metto nel lettone e si riaddormenta, ma durante la notte fa quei 3/4 risvegli piangendo e cerca di venirmi addosso. A questo punto la prendo, la metto sul petto e si riaddormenta. Questo succede ogni volta che si sveglia durante la notte… ma coi nonni no… fa massimo un risveglio poi tutta la notte non si sente fiatare. Per esempio, quando esce coi nonni o sta con loro è bravissima. Anche quando è da sola con il papà. Appena arrivo io e mi vede comincia a mugugnare tutto il tempo come se fosse agitata o per venire in braccio. Ora la mia domanda è: perché?? Sbaglio qualcosa io? Ha paura dell’abbandono? Grazie se mi risponderete.
Luisa Vaselli
Salve, probabilmente il vostro è un rapporto simbiotico forse un po’ più di quanto dovrebbe essere con una bimba di un anno e mezzo. Il fatto che questa piccina non si addormenti e con lei abbia un sonno agitato, ma con i nonni ed il papà abbia un sonno sereno mi suggerisce di chiedermi come lei viva la ricerca di autonomia di sua figlia. Se appena si sveglia viene messa nel lettone, sicuramente sarà facile il risveglio, perché è bello dormire con mamma e papà; piace a tutti i bambini e quindi non meraviglia che la sua non faccia eccezione. Metterli nel lettone è una scappatoia veloce, ci sentiamo più buoni, il pianto cessa mentre è difficile sopportare la frustrazione di quando continua inconsolabilmente. Ma anche i bambini (le bambine) devono imparare, sia pure gradualmente, a diventare autonomi, che significa anche riaddormentarsi senza aiuto dopo un risveglio notturno. Lei quanto è dispiaciuta per il comportamento di sua figlia? Per un certo lasso di tempo, diciamo qualche settimana, provi a lasciare che sia sempre suo marito ad addormentare la bambina e fate in modo che sia lui a raggiungerla quando si sveglia la notte. Se invece va lei, la abbracci, la accarezzi, la tranquillizzi con frasi dolci, ma non la metta nel lettone. Faccia cioè sentire la sua presenza, ma la lasci nel lettino. Comprendo che possa essere molto faticoso, ma il cammino dei figli verso il prezioso traguardo dell’autonomia non di rado è più ostico per i genitori che per i bambini. Sua figlia ha bisogno di sentirsi in grado di affrontare i piccoli dispiacere da sola, di sapere di essere un’entità distinta da lei. Se avesse paura del sonno, non si addormenterebbe facilmente, come invece accade, con i nonni e il papà. Non si angosci più: a volte i problemi si risolvono meglio se si affrontano con leggerezza, senza tormentarsi con troppe domande. Mi scriva ancora, se lo desidera.
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