Lo sfarfallamento isolato, non associato ad altre stereotipie motorie, non è un segnale sufficiente per fare diagnosi di autismo.
Una domanda di: Simona Salve dottore, da circa 2 settimane noto che mia figlia di 21 mesi “sfarfalla”le mani molto spesso, sia nelle situazioni di felicità sia quando vuole qualcosa o si arrabbia. Ho notato anche il ripetersi dei “NO” anche vedendo i nonni o qualsiasi persona li guarda e dice “No” poi è maggiormente attaccata a me. Vuole stare sempre con me. Per il resto “parla”, canta quando la chiamo si gira, mi indica gli oggetti, è una bambina a cui piace molto giocare ed è sorridente, ma a me è quello sfarfallio che preoccupa: cosa posso fare? La ringrazio.
Giorgio Rossi
Buon giorno signora, una rondine non fa primavera, nel bene e nel male del modo di dire: lo sfarfallio isolato non è diagnostico di autismo. Per il resto a sua percezione lo sviluppo appare adeguato. Il no può essere l’esercizio della sua assertività, il periodo dei ‘no’ arriva a 18 mesi. Che sia molto legata a lei può dipendere da una particolare sensibilità alla separazione, bisogna vedere come evolve, con la scuola materna e il proseguire nello sviluppo. Rimane sempre l’opzione di una osservazione congiunta con un neuropsichiatra infantile, per completare le sue osservazioni. Significa che se lei ha comunque il dubbio che la sua bambina abbia qualcosa che non va diventa opportuno che venga visitata da uno specialista. Cordialmente.
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Quando si ha il sospetto che il proprio bambino sia colpito da un disturbo del neuro-sviluppo è opportuno valutare con il pediatra curante l'opportunità di chiedere il parere di un neuropsichiatra infantile. »
Se i neuropsichiatri infantili consultati escludono che il bambino sia interessato da un disturbo dello spettro autistico ma, nonostante questo, si continua a temere che ne sia colpito diventa opportuno indagare sulle origini delle proprie paure infondate. »
Quando si ha il sospetto che certi atteggiamenti del proprio bambino esprimano la presenza di un disturbo dello spettro autistico è bene innanzi tutto confrontarsi con il pediatra curante e poi, anche in base al suo parere, rivolgersi a un neuropsichiatra infantile. »
Per avere suggerimenti su come gestire i comportamenti difficili di un bambino di sei anni con disturbo dello spettro autistico occorre innanzi tutto rivolgersi a un neuropsichiatra infantile "in presenza". »
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